Una delle esperienze più significative ed importanti nella mia carriera di Operatore Shiatsu è stata quella di trattare persone disabili o con gravi malattie degenerative.

Ho iniziato nel 2000 con i neonati lungodegenti (prematuri o con patologie gravi) ricoverati presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri (TO).

Nel 2005 sono passato all’estremo opposto trattando gli anziani invalidi o con malattie degenerative ospiti della Residenza Sanitaria Assistenziale per Anziani “Latour” di Moncalieri (TO).

Dal 2009 opero presso il Centro diurno per disabili psichiciColombetto” di Moncalieri (TO) dove molti utenti patiscono anche disabilità fisiche e disagi sociali.

Vorrei qui condividere alcuni insegnamenti che ne ho tratto da queste esperienze, con l’augurio che possano essere utili ai famigliari, a chi lavora con i disabili e ai colleghi dello Shiatsu e delle altre Discipline Bio Naturali.
L’intervento con lo Shiatsu ha lo scopo di promuovere il benessere della persona, dei suoi famigliari e di chi si prende cura di lei, di favorire le sue funzioni fisiologiche e di migliorare la comunicazione non verbale. In queste condizioni lo Shiatsu esprime al meglio le sue caratteristiche di disciplina volta a favorire lo sviluppo ed il pieno utilizzo delle risorse, delle abilità e dell’energia vitale di ogni essere umano.

Anche quando la persona non è in grado di comprendere e di esprimersi con le parole, risponde alla comunicazione non verbale che avviene attraverso il contatto fisico e si accorge della qualità del tocco di chi la manipola, per le cure e le incombenze di routine, e della qualità della presenza di chi le sta intorno e di chi si occupa di lei.

Il contatto fisico, anche se leggero ed apparentemente neutro, ha sempre un forte impatto emotivo e relazionale. Anche le più semplici cure ed attenzioni quotidiane, come l’igiene ed il cambio del pannolone, possono essere estremamente stressanti se effettuate frettolosamente e senza delicatezza, amore e rispetto. A maggior ragione lo possono essere le terapie, in particolare quando causano, inevitabilmente, dolore.
Per tutti coloro che “manipolano” una persona disabile è quindi fondamentale prestare grande attenzione alla qualità del proprio tocco e, più in generale, del proprio approccio e del proprio atteggiamento nei suoi confronti.
Nella tradizione giapponese di distinguono due tipi di mano: “amate” e “karate”, “dolce” e “amara”. Entrambe sono necessarie: la mano che deve fare una puntura deve essere “karate”, professionale, tecnica, decisa, rapida, efficace e precisa, ma non fredda, frettolosa, dura o insensibile, la mano che vuole rassicurare deve essere “amate”, dolce, calda, rassicurante, morbida, amorevole ed avvolgente, ma non molle, falsa, debole o assente.
Ognuno di noi ha una mano, e quindi un tocco, che esprime la sua personalità. Lo percepiamo inconsciamente ad ogni semplice contatto fisico, come può essere, ad esempio, una comune stretta di mano. Tutti noi abbiamo vissuto l’esperienza sconfortante di stringere una mano viscida e molle, oppure quella dolorosa di sentirsi stritolare le dita come in una morsa .
Il contatto con ogni persona deve sempre essere adeguato: dolce, ma eventualmente anche amaro, a seconda delle necessità. Ecco le caratteristiche principali del contatto fisico così come sono “scolpite” nel dna dell’Operatore Shiatsu:

  • ascolto
  • attenzione
  • presenza
  • sostegno
  • conforto
  • avvolgimento
  • contenimento
  • sicurezza
  • calore
  • dolcezza
  • amorevolezza
  • profondità

Quella dell’Operatore Shiatsu è forse l’unica figura professionale dove la profonda attenzione alle modalità di contatto fisico abbia una parte così importante sia nell’addestramento, che nella ricerca, che nella pratica quotidiana. Si impara ad andare in profondità, ma senza fare male. Queste conoscenze possono essere di grande aiuto a tutti coloro che esercitano professioni sanitarie, sociali o assistenziali a stretto contatto fisico con le persone per migliorare l’attitudine alla comunicazione non verbale.

Anche quando si è costretti, per necessità, ad utilizzare la mano “karate”, amara, ad esempio per fare una puntura, ricordiamoci sempre che abbiamo due mani per cui, nel limite del possibile, mentre una mano esercita il suo necessario compito tecnico, l’altra, invece di rimanere inutilizzata, può portare sostegno e conforto.

Lo Shiatsu si basa sulla pressione, per cui molti, giustamente, si chiedono se questa tecnica possa eventualmente fare male.

Le pressioni esercitate nello Shiatsu sono sempre progressive e calibrate in base alle caratteristiche, alle possibilità ed alle necessità della persona che lo riceve e del singolo punto su cui vengono applicate. Un operatore Shiatsu esperto ha la mano esercitata e sensibile ed è in grado sia di calibrare perfettamente e progressivamente ogni singola pressione che di recepire immediatamente al tatto la reazione della persona e della zona che viene sollecitata.
Se la persona è particolarmente fragile o estremamente sensibile, le pressioni esercitate possono essere nell’ordine di pochi grammi di peso e superare impercettibilmente la soglia del puro contatto.
Per maggiore sicurezza, personalmente utilizzo spesso la tecnica della “pressione inversa” che consiste nel farsi premere piuttosto che premere. Ad esempio, faccio scivolare le mani sotto la schiena della persona sdraiata sul lettino o seduta sulla carrozzina in modo che sia lei a pesare, e quindi a premere in modo statico, su di me.

Ho dovuto naturalmente studiare ed adottare numerose tecniche specifiche di approccio e di trattamento sia per poter operare su persone costrette sulla sedia a rotelle che per soddisfare le necessità specifiche delle persone disabili dal punto di vista fisico oppure psichico.
Una particolare attenzione va sempre rivolta alle funzioni fisiologiche di base: respirare, comunicare, digerire e liberarsi. A volte sono le tecniche più semplici e gli accorgimenti più immediati a dare il sollievo più immediato.

Chi si prende cura di una persona disabile può trovare nello Shiatsu uno strumento molto utile per stare meglio in prima persona e poi per migliorare il contatto, il rapporto fisico e la comunicazione non verbale con la persona di cui si occupa. A tal fine ho elaborato ed insegno ai “care giver” alcune tecniche di Shiatsu semplici, ma efficaci, utili per rilassare e favorire le funzionalità fisiologiche. Un grande vantaggio rispetto alle tecniche di massaggio classiche è che non c’è alcuna necessità di spogliare la persona per cui non si corre il rischio che prenda freddo, inoltre non si usano né oli né creme per cui non si unge e non si sporca.

Fra le tecniche Shiatsu che insegno abitualmente, con loro grande soddisfazione, ai famigliari, amici e badanti delle persone disabili, ve ne sono alcune particolarmente utili per favorire le funzionalità fisiologiche della persona.

Come esempio vediamone una estremamente efficace per stimolare l’intestino “pigro”, problema tipico di tutte le persone immobilizzate, che utilizza un importante punto energetico: il cosiddetto “punto dell’intestino” di cui ho trattato nell’articolo “Un punto al giorno… IC4”.

Li4


Possiamo sollecitare il punto pizzicando delicatamente tra i nostri polpastrelli del pollice e dell’indice e massaggiando delicatamente la zona morbida che si trova fra l’indice ed il pollice. Continuare per qualche minuto e poi ripetere sull’altra mano. Smettere immediatamente se la persona in qualsiasi modo dimostra disagio.

Lo Shiatsu può dunque essere un’importante risorsa a disposizione dei disabili, delle loro famiglie e di chi per lavoro si prende cura di loro:

  • Per i disabili: per vivere al meglio la propria condizione e per migliorare le funzioni fisiologiche.
  • Per i famigliari e gli amici: per migliorare il contatto fisico e la comunicazione non verbale con la persona cara e per prendersi cura di se stessi per poterla curare meglio.
  • Per chi lavora con i disabili: per evitare il burn out, per andare oltre la routine e stabilire una relazione non verbale più profonda con la persona di cui ci si occupa.

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Lo Shiatsu è una forma di trattamento manuale di origine giapponese che si basa sulla visione integrale dell’essere umano che è tipica della antica sapienza orientale. Lo scopo dello Shiatsu è quello di consentirti di esprimere al meglio la tua energia per ritrovare o mantenere la tua miglior forma psico-fisica.

Per conoscere meglio lo Shiatsu leggi l’articolo “Il trattamento Shiatsu, come dove quando e perché”…

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La professione dell’Operatore e dell’Insegnante di Shiatsu è libera ed è regolata dalla legge 4/2013