Regione Sicilia - Disegno di legge su Discipline Bio Naturali

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE
Art. 1.
Finalità
1. La Regione si impegna a sostenere e promuovere le
Discipline Bio-Naturali con gli strumenti a propria
disposizione, a valorizzare l’attività degli operatori e
a garantire all’utenza una qualificata offerta delle
prestazioni e dei servizi che ne derivano.
Art. 2.
Fondamenti culturali e operativi
1. Il settore di attività denominato Discipline Bio-
Naturali (di seguito D.B.N.) è costituito dalle attività
e dalle pratiche che, su iniziativa degli enti che ne
organizzano la pratica e l’insegnamento,
aderiscono
liberamente ai fondamenti culturali e operativi definiti
in questo articolo, ovvero:
a) la finalizzazione alla piena espressione della
vitalità, patrimonio originale e unico di ogni persona
in
qualsiasi
età,
condizione sociale,
stato
di
benessere;
b)
l’approccio globale alla persona, presa
considerazione come entità vitale indivisibile;
c)
l’utilizzo
prodotti naturali.
esclusivo
di
tecniche,
in
strumenti,
Art. 3.
Identificazione delle Discipline Bio-Naturali
1.
I
fondamenti
culturali
e
operativi
che
qualificano
il
settore
delle
D.B.N.,
espressi
nell’articolo 2, definiscono e differenziano le pratiche
delle D.B.N. dalle attività di altri settori che si
occupano di servizi alla persona quali le discipline
sanitarie, le attività estetiche, gli sport
e
le
pratiche finalizzate alla forma fisica. Le D.B.N. si
propongono
di valorizzare le risorse vitali
della
persona creando le migliori condizioni per una vita
piena e felice, senza entrare nel merito di situazioni
patologiche, estetiche, agonistiche e relative
alla
prestanza fisica.
2.
Le
D.B.N. pertanto forniscono un rilevante
contributo al benessere individuale e sociale con una
propria modalità specifica, originale e riconoscibile,
senza
sovrapporsi o confondersi
con
le
attività
riservate alle professioni sanitarie finalizzate alla
cura delle patologie, le attività estetiche finalizzate
alla riduzione degli inestetismi, alle attività sportive
finalizzate all’ agonismo, alle attività di fitness e
similari finalizzate al potenziamento della prestanza
fisica.
Art. 4.
Adesione alle discipline1. L’adesione al settore delle D.B.N. da parte di
cultori
delle discipline praticate in regione,
su
iniziativa degli enti (associazioni, società, fondazioni
o altre tipologie di organizzazione, di seguito indicate
con il nome generico di ente) che li rappresentano, è
libera e volontaria e subordinata unicamente al rispetto
coerente dei tre fondamenti definiti nell’articolo 2.
2. Il compito di vigilare sulla reale ottemperanza a
tale
condizione
nell’approccio
culturale,
nella
comunicazione sociale e nella prassi operativa da parte
degli enti che dichiarano di aderire alle D.B.N., è
affidato
agli organismi istituiti da questa
legge
all’articolo 5.
Art. 5.
Organismi tecnici consultivi e propositivi
1. Per realizzare
la Regione si avvale
( di seguito C.T.S.)
alla salute e composto
le finalità di cui all’articolo 1,
di un Comitato Tecnico Scientifico
nominato dall’Assessore regionale
da:
a) tre rappresentanti degli enti rappresentativi di
operatori e di formatori in D.B.N., operanti in regione
da almeno un anno e che abbiano un numero di aderenti
non
inferiore
a
25 residenti o domiciliati
sul
territorio regionale;
b) tre rappresentanti degli enti di formazione,
pubblici o privati, accreditati e non accreditati, che
abbiano organizzato corsi in regione della durata di
almeno un anno e di durata non inferiore alle 250 ore
frontali in D.B.N;
c) tre rappresentanti di organismi di rappresentanti
delle parti sociali, ovvero:
– associazioni dei consumatori;
– organizzazioni dei lavoratori;
– organizzazioni degli imprenditori;
– operativi in Regione da almeno un anno, con un
numero di aderenti non inferiore a 200 sul territorio
regionale.
2. La composizione del Comitato Tecnico Scientifico
deve comunque garantire una composizione maggioritaria
(maggioranza
semplice)
di
esperti
in
D.B.N.,
rappresentanti degli enti di D.B.N. come definiti ai
punti a) e b).
3. Il Presidente del Comitato Tecnico Scientifico, è
nominato dall’Assessore regionale per la salute. Il
Vicepresidente, con delega a sostituire il Presidente in
caso di sua assenza, è nominato dall’assemblea plenaria
del Comitato Tecnico Scientifico.
5.
Il Comitato Tecnico Scientifico (di seguito
C.T.S.) è in prima istanza formato dagli Enti che ne
richiedono
l’inserimento al Presidente dichiarandosiconformi ai fondamenti definiti all’articolo 2. E’, in
seconda
istanza,
compito
del
Comitato
Tecnico
Scientifico stesso sospendere, con le modalità ci cui
all’articolo 6.1.c), le discipline e/o le associazioni
che risultassero estranee o in contraddizione con i
fondamenti citati.
6. La composizione del C.T.S. può essere, di volta
in volta, integrata con la presenza di esperti in
formazione e lavoro, sanità, assistenza
e
ricerca
universitaria e quanti altri esperti possano dare un
contributo alle finalità istituzionali. Tali esperti non
hanno diritto di voto nelle deliberazioni assembleari.
Art. 6.
Funzioni del Comitato Tecnico Scientifico
1. Il C.T.S. svolge funzioni di organo di supporto
tecnico
e
di consulenza scientifico-culturale.
In
particolare:
a) valuta la conformità iniziale delle discipline
accolte nel C.T.S. ai fondamenti definiti all’articolo
2;
b) vigila sul rispetto nel corso del tempo dei
fondamenti definiti all’articolo 2 da parte degli Enti
accolti nel C.T.S.;
c)
sospende,
con
relazione
motivata
e
circostanziata, e segnala alla Regione per l’esclusione,
gli Enti che nella propria pubblicistica e attività
istituzionale (pratica, servizi alla persona e/o servizi
formativi) dovessero uscire dagli ambiti di competenza
delle D.B.N. stesse e/o invadere ambiti riservati a
professioni regolamentate;
d) propone i contenuti e i parametri organizzativi
dei percorsi formativi riconosciuti dalla Regione per
ogni
disciplina,
idonei
ai
fini
dell’iscrizione
all’Elenco operatori e all’Elenco formatori di cui agli
articoli 7, 8 e 9, gestiti da enti di formazione
accreditati e non accreditati iscritti all’elenco degli
enti di cui all’articolo 10;
e)
elabora modalità, criteri e contenuti delle
valutazioni in relazione ai percorsi formativi previsti
al comma precedente gestiti dagli Enti di Formazione
iscritti
all’Elenco
di
cui
all’articolo
10,
limitatamente all’attività formativa riconosciuta dalla
Regione;
f) definisce le caratteristiche, le qualità e gli
obblighi
degli enti di formazione non
accreditati
necessari e sufficienti per l’iscrizione nell’elenco
competente;
g) definisce le caratteristiche, le qualità e gli
obblighi degli enti di formazione accreditati necessari
e sufficienti per l’iscrizione nell’elenco competente,
tra cui l’obbligo di utilizzo, per la formazione in DBN,
di
docenti
e
di coordinatori/direttori
didattici
iscritti all’Elenco corrispondente;h) valuta le domande di iscrizione agli elenchi
cui agli art. 7, 8, 9 e 10;
di
i) elabora il quadro delle competenze qualificanti
per
ogni
disciplina ai fini del
rilascio
delle
certificazioni di competenza di cui all’articolo 8.1.c);
j)
propone alla regione iniziative
promozione, divulgazione e sostegno alle
ambito D.B.N.;
volte
alla
attività in
k) concorre con la Giunta regionale alla definizione
delle
politiche
ed iniziative regionali
volte
a
qualificare gli operatori in D.B.N. e la loro attività
sul territorio regionale, e in particolare:

promuove iniziative volte a salvaguardare la
correttezza e la qualità delle prestazioni nel rispetto
delle
regole
comportamentali
stabilite
dalle
associazioni di settore;
– formula proposte e pareri inerenti agli interventi
regionali volti a tutelare il rapporto tra operatori in
D.B.N. e utenti e a promuovere buone relazioni e forme
di
collaborazione
tra
operatori
in
D.B.N.
e
professionisti
operanti
in
settori
contigui
e
complementari.
Art. 7.
Elenco degli operatori e Elenco dei formatori
1.
Allo
scopo
di tutelare i cittadini/utenti
fornendo un riferimento qualitativo e per perseguire le
finalità di cui all’articolo 1, nel rispetto dei criteri
e delle modalità elaborate e proposte dal C.T.S. di cui
all’articolo
5, sono istituiti, presso
la
Giunta
regionale:
a) l’elenco regionale degli operatori in D.B.N.,
articolato
in sezioni corrispondenti
alle
diverse
discipline, di seguito denominato Elenco operatori ;
b)
l’elenco regionale dei formatori in D.B.N.,
articolato
in sezioni corrispondenti
alle
diverse
discipline, di seguito denominato Elenco formatori .
2.
L’iscrizione
agli elenchi
non
costituisce
comunque condizione necessaria per l’esercizio della
professione da parte degli operatori e dei formatori, in
quanto la pratica professionale della disciplina resta
nell’ambito delle libere professioni non regolamentate e
delle libere attività d’impresa, come garantito dalla
Costituzione e confermato dalla legge nazionale
n.
4/2013.
3. L’istituzione presso la Giunta regionale degli
elenchi di cui al presente e successivo articolo non
comporta oneri a carico del bilancio regionale, salvo
quanto previsto all’articolo 13.
Art. 8.
Elenco degli operatori in D.B.N1. All’Elenco operatori possono iscriversi:
a) coloro i quali abbiano partecipato con successo a
specifici percorsi formativi riconosciuti dalla Regione
presso
enti
di
formazione
accreditati
iscritti
all’elenco degli enti;
b)
coloro i quali abbiano completato un ciclo
formativo sulla base dei contenuti didattici e parametri
organizzativi
definiti dal C.T.S. presso
enti
di
formazione non accreditati iscritti e/o non iscritti
all’Elenco enti e che possano documentare l’esercizio
dell’attività nella disciplina all’atto della richiesta
di iscrizione all’Elenco operatori;
c) coloro i quali non siano in possesso di una
formazione documentabile ai sensi dei precedenti commi
a) e b) ma possano documentare l’esercizio dell’attività
e siano in possesso di una certificazione di competenza
regionale relativa alle conoscenze e abilità pertinenti
alla disciplina in oggetto.
Art. 9.
Elenco dei formatori in D.B.N.
1. L’ Elenco formatori è articolato in 2 sezioni:
a) docenti;
b) coordinatori/direttori didattici.
2. Possono iscriversi
sezione docenti :
all’elenco
formatori
nella
a) coloro i quali abbiano partecipato con successo a
specifici percorsi formativi riconosciuti dalla Regione
presso
enti
di
formazione
accreditati
iscritti
all’elenco
Enti e abbiano maturato una
esperienza
operativa documentabile;
b) coloro i quali possano documentare una esperienza
di attività formative avendo gestito come docente presso
enti
di formazione accreditati e/o non accreditati
iscritti e/o non iscritti all’elenco enti.
3. Possono iscriversi all’elenco Formatori
sezione coordinatori/direttori didattici:
nella
a) coloro i quali abbiano partecipato con successo a
specifici percorsi formativi riconosciuti dalla Regione
iscritti
presso
enti
di
formazione
accreditati
all’elenco
enti
e
abbiano maturato
un’esperienza
documentabile presso enti di formazione accreditati o
non accreditati iscritti all’elenco degli enti;
b)
coloro che possano documentare un’ adeguata
avendo
esperienza
di
attività
formative
coordinato/diretto cicli di formazione in DBN secondo i
parametri definiti dal C.T.S. o abbiano maturato una
pluriennale
esperienza
operativa
documentabile
in
qualità di formatore nella disciplina in corsi DBN
presso enti di formazione accreditati o non accreditatiiscritti e/o non iscritti all’elenco degli enti.
Art. 10.
Intese interregionali e riconoscimenti tra stati
dell’Unione europea
1. La Regione promuove la stipula di apposite intese
con le altre regioni per il reciproco riconoscimento dei
percorsi formativi attinenti alle D.B.N.
2. La Regione, ai fini dell’iscrizione ai elenchi
istituiti in forza degli articoli 7, 8, 9 e 10 riconosce
le certificazioni conseguite e le esperienze maturate in
altre
regioni italiane e altri stati
appartenenti
all’Unione europea.
Art. 11.
Rete della Vitalità e altre forme di intervento
regionale
1. La Regione, allo scopo di favorire una piena
valorizzazione delle risorse vitali dei cittadini e di
assicurare
uno standard elevato di
qualità
nelle
attività esercitate a tale scopo, promuove con tutti gli
strumenti e i mezzi a propria disposizione l’istituzione
e la divulgazione della Rete della Vitalità intesa come
struttura diffusa e radicata presente sul territorio in
grado di fornire servizi ai cittadini/utenti in ambito
D.B.N..
2.
Fanno parte della Rete della Vitalità
gli
operatori iscritti all’Elenco istituito all’articolo 8 e
le imprese che si avvalgono delle prestazioni degli
operatori iscritti all’Elenco stesso.
3. La Regione, nell’ambito normativo definito dalla
legge nazionale 4/2013, favorisce le forme associative
tra gli operatori e i formatori in D.B.N., nel rispetto
dei fondamenti definiti all’articolo 2, finalizzate alla
piena valorizzazione della cultura della vitalità di cui
ogni
Disciplina Bio-Naturale, nei propri
peculiari
aspetti, è portatrice.
Art. 12.
Norma finanziaria
1. Per le spese relative al funzionamento del C.T.S.
di
cui
all’articolo 5 si provvede con le
somme
appositamente stanziate nel bilancio di previsione della
Regione.
2. All’autorizzazione delle altre spese
alle
attività
e funzioni previste nei
articoli si provvederà con legge successiva.
Art. 13.
Norma finale
necessarie
precedenti