Il cuore dello Shiatsu è come il puro affetto materno: la pressione delle mani fa scorrere le sorgenti della vita
(T. Namikoshi)
Shiatsu è un termine giapponese che significa letteralmente “pressione con le dita (e le mani)” (Shi = dito, Atsu = premere)
L’esperienza della pressione è basilare a livello vitale: la pressione del liquido amniotico durante la gravidanza, la pressione interna del corpo, la pressione atmosferica.
Lo Shiatsu idealmente nasce e si sviluppa dal gesto naturale e spontaneo di portare la mano e di premere sulla zona dolente ovvero dalla ricerca di un abbraccio che avvolge, stringe, protegge e sostiene per liberarsi dal dolore e dalle proprie angosce.
La specificità di questo metodo manuale di trattamento di origine giapponese, che lo differenzia da ogni altra tecnica a mediazione corporea, è quella di basarsi sulla pressione esercitata in modo progressivo, graduale, calibrato e rispettoso senza generare dolore.
Dal punto di vista pratico, a differenza di altre tecniche, lo Shiatsu non richiede di spogliare la persona o di utilizzare oli o creme: ciò rende più comodo e facile l’approccio.
Può essere eseguito anche sulla sedia a rotelle o sul lettino.
Roberta, utente del Centro Diurno Colombetto per disabili psichici di Moncalieri (To), dopo il trattamento Shiatsu dice: “mi piace quando ti appoggi”. Con una sola frase ha colto il senso profondo dello Shiatsu e della relazione di scambio che lo caratterizza.
Tradizionalmente per i cinesi l’I Ching (Yi Jing), il Libro dei Mutamenti, oltre ad essere il più antico ed importante dei testi classici, è la “fonte di ogni scienza e conoscenza” da cui traggono origine la medicina, la filosofia e le teorie cosmologiche dello Yin/Yang, dei Cinque Movimenti e del Feng Shui.
L’I Ching è nato come testo divinatorio, ma nel corso del tempo si è trasformato in libro sapienziale ed infine è stato collocato fra i cosiddetti “Classici Confuciani”. Oggi è utilizzato ed apprezzato anche in occidente come strumento di conoscenza di se stessi e del mondo, di autoanalisi e di consulenza.
Per l’Operatore Shiatsu lo studio dell’I Ching è un approfondimento necessario per comprendere appieno le basi del pensiero orientale, ma è anche uno strumento pratico di lavoro, oltre che di evoluzione e crescita personale e professionale.
Questa giornata teorico/pratica consente agli Operatori Shiatsu di acquisire alcuni metodi di valutazione energetica tratti dall’I Ching da inserire utilmente nel proprio lavoro quotidiano.
Programma:
introduzione generale storica e filosofica sull’I Ching
Yin e Yang nell’I Ching
i Trigrammi ed i Cinque Movimenti nell’I Ching
la “tartaruga”, i “quadrati magici” ed il Ba Gua
valutazione energetica nello Shiatsu con il Ba Gua
pratica Shiatsu
“Così il nobile riduce quello che è troppo e aumenta quello che è poco. Egli pondera le cose e le rende uguali” (I Ching, esagramma 15, La Modestia, l’immagine)
Stai per regalarle il solito profumo?
Ti presenterai con l’ennesima cravatta? A Natale non essere banale!
Scegli un regalo intelligente: dona un’ora di energia e di benessere alle persone che ami. Regala e regalati trattamenti Shiatsu.
Un punto al giorno non toglierà il medico di torno, ma… può dare grandi benefici.
Il Pensatore di Auguste Rodin nella sua strana posizione sta stimolando il suo Meridiano della Milza effettuando un’intensa pressione di Auto Shiatsu con la punta del gomito sul punto xuehai (Mz10 o Sp10), “Mare del Sangue”.
Immagino che il noto scultore non fosse a conoscenza dei punti e dei meridiani energetici, ma la sua opera esprime in modo mirabile il groviglio interiore di una persona tormentata dai suoi pensieri. La conoscenza dei punti e dei meridiani si è sviluppata nel corso dei secoli e dei millenni proprio grazie all’attenta osservazione dei comportamenti, dei gesti e delle pose spontanei collegati ai movimenti energetici interiori ed esteriori del corpo, della mente e dello spirito.
Secondo la tradizione orientale il Meridiano della Milza ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo che va inteso in tutti i suoi aspetti: certamente dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista mentale, intellettuale, emotivo, morale e spirituale. In questa ottica la digestione del cibo è esattamente equivalente alla “digestione” dei pensieri e delle idee. Tutti questi processi condividono lo stesso tipo di movimento, la stessa “energia”: è il movimento di impastamento, è il “ruminare” oppure il “rimuginare”.
Incontri di Scambio e Pratica Supervisionati per gli Studenti ed in Diplomati dei Corsi di Shiatsu, tutti i mercoledì, dalle 20 alle 22, a partire dal 29/9/2010.
Nota: anche chi non conosce lo Shiatsu, può partecipare gratuitamente agli incontri per provare gli effetti benefici e rigeneranti del trattamento.
Sede di Rivoli (Torino), presso Forma2000 – via Pasteur 20/c
Mercoledì 29 settembre 2010 ore 20,30 – APERTURA ANNO DIDATTICO – Presentazione Corsi e attività 2010/2011. Ingresso libero.
Domenica 10 ottobre 2010 – ore 9,30 / 17,30: Giornata propedeutica di preparazione allo Shiatsu e alla Medicina Cinese – Docenti: Claudio Micalizzi e Marco Superbi Contributo per la giornata € 10,00
Mercoledì 27 ottobre 2010 ore 20,30 / 23,30 – Inizio Corso di Shiatsu – 1° Modulo Kata Posizione PRONA. Modulo: durata 15h. Costo € 120,00
In successione Modulo Posizione Supina, Posizione Laterale, Posizione Seduta (ogni Modulo 15h al costo di € 120,00)
Lezioni serali a cadenza settimanale al Mercoledì.
Un punto al giorno non toglierà il medico di torno, ma… può dare grandi benefici.
Si racconta che un giorno, in Cina, un contadino sofferente di un forte dolore ai lombi si stesse preparando la cena su un fuoco di legna dopo una dura giornata di lavoro. Il poveretto zoppicava e stava spostando la pentola per cuocere il riso quando, inavvertitamente, inciampò dando un calcio ai tizzoni ardenti, uno di questo gli rimbalzò sul piede causandogli un acuto dolore, urlando l’uomo balzò il più lontano possibile dal fuoco e si massaggiò il piede ustionato, poi stupefatto si accorse che la schiena non gli doleva più così intensamente e che era saldo su tutte e due le gambe. La leggenda dice che fu così che l’uomo scoprì l’uso dei punti dei meridiani e la moxa che in modo meno cruento ancora oggi si usa per migliorare la salute.
Sabato, 8 maggio 2010 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30,
sedi:
“Il Seguire”, Piazza Primo Levi 9, TORINO;
“I Girasoli”, St. Pralormo 315, CARMAGNOLA
E’ necessario prenotarsi entro il 6 maggio allo 011.65 7972
Puoi scegliere tra il trattamento completo di 50 minuti e quello di schiena, collo e spalle di 20 minuti.
Dona un tuo contributo: l’offerta minima consigliata per i trattamenti parte da € 20,00 (20’) e da € 40,00 (50’).
Ricordati di portare abbigliamento comodo in tessuto naturale.
Il primo trattamento è andato bene: Alberto prima mi ha allontanato a calci, poi mi ha graffiato, infine si è fatto mettere le calze. Insomma: abbiamo “fatto amicizia”.
Oggi è il mio primo giorno al centro diurno per disabili psichici.
Dipinto di Lina, utente del Centro Diurno Colombetto di Moncalieri (TO)
Veramente ero già venuto in visita la settimana precedente con Marco, il fisioterapista, per prendere gli ultimi accordi prima di iniziare la sperimentazione. La prima impressione arrivando era stata quella di una specie di scuola materna. Ancora prima di entrare ero circondato da persone che mi assalivano di domande: “Come ti chiami?”, “Vieni ancora?”, “Quando torni?”, “Cosa fai?”, “Hai dei bambini? Come si Chiamano?”. E molti mi toccavano, mi abbracciavano. Sono affettuosi. C’è vitalità ed una certa aria buffa e strampalata che fa allegria.
Eravamo rimasti d’accordo di cominciare con i casi “più semplici”, ma non è certo il caso di Alberto.
L’educatrice, Emanuela, mi presenta Alberto. Lui è un ragazzo autistico psicotico, ma ognuno ha i suoi guai: io, ad esempio, sono ipermetrope ambliope per cui non dovrebbero esserci particolari problemi.
Andiamo nella “stanza della musica” dove Alberto ha il suo angolo preferito, il suo nido, dove lui si accuccia in posizione fetale su un materassino. L’educatrice lo rassicura. Io mi siedo a terra vicino a lui con le gambe incrociate, ma lui mi allontana con dei calci. Dopo un po’ capiamo che non vuole che io incroci le gambe e così mi adeguo. Mi avvicino un po’, ci provo alcune volte, ma lui mi respinge sempre con un piede.
Propongo all’educatrice di mettere un po’ di musica visto che mi dice che gli piace. Lei prende uno jambe ed inizia a suonare con un ritmo lento ed un po’ ipnotico. Lui è sempre accucciato. Mostra una mano: mi avvicino lentamente e gli tocco il pollice, delicatamente. Sulle prime lascia fare, poi si alza a sedere, mi afferra gli avambracci, stringe forte e pianta le unghie. Non molla la presa, allora a mia volta gli prendo gli avambracci ed inizio a fare pressioni a pinza con pollice e dita contrapposti. Mi fa male, sento le unghie nella carne, ma mantengo la presa ed intanto iniziamo una specie di balletto al ritmo del tamburo che non si è mai fermato: ondeggio lentamente. Lo tiro leggermente verso di me, poi lo allontano un po’ e così via. Nel frattempo aumento e diminuisco in modo alterno le pressioni sui suoi avambracci al ritmo dello jambe. Lentamente diminuisce la presa e sembra seguirmi nella danza.
La situazione è assurda e surreale. Mi viene da ridere, non riesco a trattenermi. Lui sorride, molla la presa e si mette a sedere a gambe incrociate.
Rimaniamo un po’ a guardarci, fermi. Non so bene come comportarmi, ma cerco di essere presente.
Poi si toglie una calza, la sventola, la fa girare facendo dei versi e me la sporge. La prendo, la sventolo, la faccio girare emettendo suoni gutturali e poi gliela restituisco. La scena si ripete alcune volte con qualche variante: faccio finta di annusare la calza con aria disgustata, è una scenetta che è sempre piaciuta molto ai miei bambini. Alla fine decido di tenermi la calza, allora lui toglie l’altra e ripete lo stesso rituale. Non so bene come uscirne. L’educatrice mi dice che probabilmente lui vuole che io gli metta le calze. Sono molto lusingato dalla proposta e provvedo immediatamente.
Ho superato l’esame: abbiamo fatto amicizia.
Vado nel salone a salutare Enrica e Rachele che avevo trattato prima. Due trattamenti Shiatsu “normali”.
Dipinto di Lina, utente del Centro Diurno Colombetto di Moncalieri (TO)
Enrica con le matite colorate sta completando sul suo quaderno, lentamente, ma con buona grafia in stampatello maiuscolo, una pagina di “OGGI HO FATTO LO SHIATZU”. Magari una di queste volte le faccio presente che si scrive con la “S”, o forse no.
Rachele è seduta tranquilla sul divanetto. Le chiedo come sta. Lei è timida, parla piano, un po’ coprendo la bocca, quasi a schernirsi e dice: “mi piace quando ti appoggi”. Con una sola frase ha colto il senso profondo dello Shiatsu e della relazione di scambio che lo caratterizza. Apparentemente uno dei due attori, l’operatore, ha un ruolo attivo, mentre il ricevente è passivo. In realtà io mi appoggio al ricevente e lui mi sostiene. Quindi è “abile”. I ruoli si invertono e ciò crea fiducia reciproca, la fiducia di essere sostenuti e di poter sostenere. La fiducia nella natura, nel miracolo della pressione che agisce senza che nulla venga apparentemente fatto. Ho notato nella mia esperienza come siano soprattutto le persone più fragili a recepire questo aspetto così primordiale dello Shiatsu, forse perché, finalmente, sperimentano nella pratica la possibilità di sentirsi utili e di sostenere un’altra persona.
Donne e uomini della Sanità, solo voi, con la vostra umanità, con la vostra presenza e con la vostra capacità di ascoltare, sapete come rassicurare e dare fiducia ad una persona che soffre. Nessuna macchina e nessuna tecnologia potranno mai sostituirvi. YES, WE SHIATSU!
Il corso, di 10 lezioni, si tiene al giovedì ed inizia l’8 aprile 2010.
Prerequisiti: nessuno
A chi è indirizzato: a tutte le figure sanitarie
Obiettivi: per imparare metodi Shiatsu di base da utilizzare in ogni contesto per sviluppare la comunicazione non verbale, umanizzare le cure, rilassare/rilassarsi ed alleviare piccoli disturbi. La maggior parte delle tecniche apprese potranno essere applicate su se stessi e sulla persona seduta o distesa sul letto/lettino.
Sede: Ospedale Molinette – Torino
Calendario: 10 incontri, tutti i giovedì dall’8 aprile al 10 giugno 2010
Orari: è possibile scegliere fra 2 sessioni: dalle 15:30 alle 17:15 oppure dalle 17:30 alle 19:15
Abbigliamento: comodo/sportivo (si consiglia tuta da ginnastica in tessuto naturale)
Attrezzatura: coperta o telo, cuscino piccolo.
Programma:
Io corro subito ad iscrivermi!
storia e principi dello Shiatsu
teoria e pratica della pressione nello Shiatsu
le basi del pensiero orientale (principio olistico, Yin-Yang ed energia vitale)
contatto fisico e comunicazione non verbale
trattamento della schiena
trattamento del collo e delle spalle
trattamento del braccio
trattamento delle mani e dei piedi
trattamento di testa e viso
trattamento dell’addome e tecniche per favorire la digestione e la funzione intestinale
metodi per rilassare e regolarizzare il respiro
trattamento in posizione seduta
indicazioni sul trattamento sul letto/lettino
utilizzo e controindicazioni dei principali punti dei meridiani
tecniche di AutoShiatsu e di rilassamento
La parte pratica prevede la dimostrazione della tecnica da parte dell’insegnante seguita dalla sperimentazione a coppie supervisionata.
Per ogni tecnica vengono descritte le indicazioni (e le controindicazioni) di utilizzo.
Per San Valentino regala e regalati un trattamento Shiatsu partecipando all’iniziativa “Shiatsu Solidale” per finanziare il progetto di cooperazione internazionale “AIDS: la prevenzione viaggia per radio” per la creazione di una radio comunitaria nel distretto di Nhamatanda in Mozambico. La radio ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione riguardo le problematiche sanitarie, promuovendo un’educazione alla salute soprattutto attraverso la diffusione di informazioni sulla trasmissione di HIV/AIDS per creare un dibattito sul tema e per promuovere la libertà di espressione delle donne.
[dal nostro inviato all’Ospedale Molinette di Torino]
Ospedale Molinette - Torino
Preoccupa il numero crescente di infermieri vittime del contagio.
Nuovi casi si sono verificati anche fra le ostetriche ed i fisioterapisti, ma pare che un’alta percentuale degli addetti in tutte le professioni del settore sanitario e sociale sia rimasta colpita. Il fenomeno sembrava inizialmente riguardare solo singoli individui isolati, ma di giorno in giorno vengono segnalati nuovi focolai, in particolare nella zona di Torino, e notizie analoghe giungono anche da altre parti d’Italia dove risultano colpite varie strutture socio-sanitarie ed anche altre figure professionali, dai medici agli impiegati amministrativi ed ai tecnici di laboratorio