Seminario su Shiatsu e I Ching: “La Tartaruga” a Leinì (Torino)

Sabato 13 ottobre 2012, dalle 8:30 alle 17:30

presso il Centro Shiatsu Daniele Giorcelli, Strada Volpiano, 66 – 10040 LEINÌ (Torino)

seminario teorico/pratico “SHIATSU E I CHING – La Tartaruga”

docente: Valter Vico

Punti Ecos 10

Tradizionalmente per i cinesi l’I Ching (Yi Jing), il Libro dei Mutamenti, oltre ad essere il più antico ed importante dei testi classici, è la “fonte di ogni scienza e conoscenza” da cui traggono origine la medicina, la filosofia e le teorie cosmologiche dello Yin/Yang, dei Cinque Movimenti e del Feng Shui.

L’I Ching è nato come testo divinatorio, ma nel corso del tempo si è trasformato in libro sapienziale ed infine è stato collocato fra i cosiddetti “Classici Confuciani”. Oggi è utilizzato ed apprezzato anche in occidente come strumento di conoscenza di se stessi e del mondo, di autoanalisi e di consulenza.

Per l’Operatore Shiatsu lo studio dell’I Ching è un approfondimento necessario per comprendere appieno le basi del pensiero orientale, ma è anche uno strumento pratico di lavoro, oltre che di evoluzione e crescita personale e professionale.

Questa giornata teorico/pratica consente agli Operatori Shiatsu di acquisire alcuni metodi di valutazione energetica tratti dall’I Ching da inserire utilmente nel proprio lavoro quotidiano.

Programma:

  • introduzione generale storica e filosofica sull’I Ching
  • Yin e Yang nell’I Ching
  • i Trigrammi ed i Cinque Movimenti nell’I Ching
  • la “tartaruga”, i “quadrati magici” ed il Ba Gua
  • valutazione energetica nello Shiatsu con il Ba Gua
  • pratica Shiatsu

Così il nobile riduce quello che è troppo e aumenta quello che è poco. Egli pondera le cose e le rende uguali” (I Ching, esagramma 15, La Modestia, l’immagine)

Per informazioni ed iscrizioni:

tel. 011-988.20.63 / info@nonsoloshiatsu.it

Lo Shiatsu ed il trauma dell’alluvione, la testimonianza di Maria

Ci siamo già dimenticati del dramma dell’alluvione in Veneto? Il mondo dello Shiatsu no! Il progetto di volontariato “Tocchiamo il cuore del Veneto” prosegue quotidianamente con l’impegno continuo, silenzioso e concreto di decine di Operatori Shiatsu a sostegno delle persone colpite dal trauma dell’alluvione.

Riporto qui di seguito la toccante testimonianza di Maria che ha visto la sua casa distrutta dalle acque ed ora, poco per volta, sta riprendendo a vivere anche grazie al sostegno dello Shiatsu.

L’intervista a Nadia Simonato, coordinatrice del progetto.

La testimonianza di Maria

Sono passati già tre mese dal fatidico ponte del primo novembre che ha sconvolto la mia casa e la mia vita, 40 centimetri d’acqua in casa, non acqua pulita, acqua inquinata, fangosa, di un fango che non se ne vuole andare via.
Chi l’ha provato, chi l’ha vista, lo sa: non c’era modo di toglierlo con l’acqua, bisognava sfregare e sfregare bene per togliere quel fango dai mobili, quelli (pochi, visto che tutta la mia casa è al piano terra) che non abbiamo dovuto buttare, a volte dopo aver provato a tenerli, lavarli, sgocciolarli, spostandoli più e più volte una giornata dopo l’altra solo per poter pulire e ripulire e ripulire e ripulire e…

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Un punto al giorno… (Ic4)

Un punto al giorno non toglierà il medico di torno, ma… può dare grandi benefici.

Uno dei punti energetici più noti ed importanti è senz’altro il numero 4 del Meridiano di Grosso Intestino (Ic4 o Li4). Il nome cinese di questo punto è hegu, Congiunzione nella Valle, ma è anche noto come il punto “Dolce Euchessina”.

Come trovare il punto:

  • aprire pollice ed indice ed inserire il pollice dell’altra mano fra le due dita. Piegando il pollice la punta del polpastrello va a toccare il punto come indicato nella figura.
  • Altra tecnica: stringere con forza pollice ed indice distesi, fra le due dita si forma un piccolo monticello (è il muscolo adduttore del pollice), il punto si trova contro l’osso (metacarpo) in corrispondenza della cresta del muscoletto .

A cosa serve:

  • È il punto principale per regolarizzare la funzionalità intestinale sia nel caso di intestino “pigro o svogliato” che nell’ancor più sgradevole caso opposto.

Come auto-trattare il punto:

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A Natale regala lo Shiatsu

Regala lo ShiastuStai per regalarle il solito profumo?
Ti presenterai con l’ennesima cravatta?
A Natale non essere banale!
Scegli un regalo intelligente: dona un’ora di energia e di benessere alle persone che ami.
Regala e regalati trattamenti Shiatsu.

Informazioni e prenotazioni:
Valter Vico, “Lo Shiatsu a Torino”
333.26.90.739 Whatsapp, valter.vico@gmail.com

 

Leggi anche “iPhone? iPod? iPad? a Natale guarda al futuro: regala iChing!” >>

Corso di Shiatsu ed AutoShiatsu a Moncalieri (Torino) dal 26 ottobre

Corso Introduttivo di Shiatsu ed Auto Shiatsu organizzato in collaborazione con la Città di Moncalieri (TO)

Sede: Centro Zoe, Salita Padre Denza 9, Moncalieri (mappa)

Orari: 20 lezioni, il mercoledì dalle 14 alle 15:30, dal 26 ottobre 2011

Istruttore: Valter Vico

A chi è rivolto: a tutti

Prerequisiti: nessuno.

Obiettivi: per imparare semplici tecniche di Shiatsu ed AutoShiatsu da utilizzare per se stessi, in famiglia e con gli amici per il proprio benessere e quello dei propri cari. Stare meglio. Facilitare il movimento fluido e tranquillo, migliorare l’elasticità e la flessibilità.

Per maggiori informazioni:

  • Sportello di informazione sociale (dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:15; lunedì e mercoledì dalle 14:30 alle 16:00): numero verde 800.33.55.25 oppure
  • Sig.ra Marilena De Stefano (dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 17): 011.64.21.81

Iscrizioni presso Centro Zoe, Salita Padre Denza 9, Moncalieri  (mappa)

Quota annuale: 60 €

Un trattamento Shiatsu per i diritti umani: iniziativa a sostegno di Amnesty International in 6 città italiane. Sabato 11 dicembre.

Il Centro Tao per Amnesty International

Scarica il comunicato stampa di Amnesty International in formato pdf >>

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Un punto al giorno… (Mz10)

Un punto al giorno non toglierà il medico di torno, ma… può dare grandi benefici.

Il Pensatore di Auguste Rodin nella sua strana posizione sta stimolando il suo Meridiano della Milza effettuando un’intensa pressione di Auto Shiatsu con la punta del gomito sul punto xuehai (Mz10 o Sp10), “Mare del Sangue”.

Immagino che il noto scultore non fosse a conoscenza dei punti e dei meridiani energetici, ma la sua opera esprime in modo mirabile il groviglio interiore di una persona tormentata dai suoi pensieri. La conoscenza dei punti e dei meridiani si è sviluppata nel corso dei secoli e dei millenni proprio grazie all’attenta osservazione dei comportamenti, dei gesti e delle pose spontanei collegati ai movimenti energetici interiori ed esteriori del corpo, della mente e dello spirito.

Secondo la tradizione orientale il Meridiano della Milza ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo che va inteso in tutti i suoi aspetti: certamente dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista mentale, intellettuale, emotivo, morale e spirituale. In questa ottica la digestione del cibo è esattamente equivalente alla “digestione” dei pensieri e delle idee. Tutti questi processi condividono lo stesso tipo di movimento, la stessa “energia”: è il movimento di impastamento, è il “ruminare” oppure il “rimuginare”.

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Corsi introduttivi di Shiatsu

Tutti i corsi sono parte integrante del programma professionale triennale del Centro Tao (leggi il programma completo…).

Sede di Torino, Via Thonon 2 (zona Molinette)

1° Modulo AUTOSHIATSU E RIDUZIONE DELLO STRESS – dal 16/9/2010 al 21/10/2010 – Molinette (Torino)

Lezioni pomeridiane al giovedì a cadenza settimanale.

Quota 100,00 euro

1° Modulo RIFLESSOLOGIA PLANTARE – dal 28/10/2010 al 2/12/2010 –

Molinette (Torino).

Lezioni pomeridiane al giovedì a cadenza settimanale.

Quota 100,00 euro

(Leggi l’articolo “Lo Shiatsu in ambito sociale e sanitario”…)

Sede di Torino, Via Mombarcaro 23

Incontri di Scambio e Pratica Supervisionati per gli Studenti ed in Diplomati dei Corsi di Shiatsu, tutti i mercoledì, dalle 20 alle 22, a partire dal 29/9/2010.

Nota: anche chi non conosce lo Shiatsu, può partecipare gratuitamente agli incontri per provare gli effetti benefici e rigeneranti del trattamento.

Sede di Rivoli (Torino), presso Forma2000 – via Pasteur 20/c

Mercoledì 29 settembre 2010 ore 20,30 – APERTURA ANNO DIDATTICO – Presentazione Corsi e attività 2010/2011. Ingresso libero.

Domenica 10 ottobre 2010 – ore 9,30 / 17,30: Giornata propedeutica di preparazione allo Shiatsu e alla Medicina Cinese – Docenti: Claudio Micalizzi e Marco Superbi Contributo per la giornata € 10,00

Mercoledì 27 ottobre 2010 ore 20,30 / 23,30 – Inizio Corso di Shiatsu – 1° Modulo Kata Posizione PRONA. Modulo: durata 15h. Costo € 120,00

In successione Modulo Posizione Supina, Posizione Laterale, Posizione Seduta (ogni Modulo 15h al costo di € 120,00)

Lezioni serali a cadenza settimanale al Mercoledì.

Info e prenotazioni: 

347.4846390

info@centro-tao.it

Un punto al giorno… (Vu60)

Un punto al giorno non toglierà il medico di torno, ma… può dare grandi benefici.

Si racconta che un giorno, in Cina, un contadino sofferente di un forte dolore ai lombi si stesse preparando la cena su un fuoco di legna dopo una dura giornata di lavoro. Il poveretto zoppicava e stava spostando la pentola per cuocere il riso quando, inavvertitamente, inciampò dando un calcio ai tizzoni ardenti, uno di questo gli rimbalzò sul piede causandogli un acuto dolore, urlando l’uomo balzò il più lontano possibile dal fuoco e si massaggiò il piede ustionato, poi stupefatto si accorse che la schiena non gli doleva più così intensamente e che era saldo su tutte e due le gambe. La leggenda dice che fu così che l’uomo scoprì l’uso dei punti dei meridiani e la moxa che in modo meno cruento ancora oggi si usa per migliorare la salute.

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Lo Shiatsu in ambito sociale e sanitario

Riporto una mia intervista pubblicata dal sito de La Stampa sul tema dell’utilizzo dello Shiatsu nei vari contesti sociali ed in ambito sanitario

Lo Shiatsu entra negli ospedali italiani?

Oggi vi riporto un’intervista fatta al mio collega Valter Vico che si riferisce ad un corso di Shiatsu per operatori sanitari già annunciato in un articolo pubblicato il 31 Dicembre scorso in questo blog.

Il corso è quindi partito regolarmente con un discreto successo e Valter ce ne parla qui in questa intervista con passione e soddisfazione per questo bel progetto.

Quale è stata la tua esperienza con lo Shiatsu in ambito sanitario e sociale?

Ho iniziato nel 2000 con un’esperienza molto forte e coinvolgente all’Ospedale Santa Croce di Moncalieri trattando i neonati prematuri ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Poi, cinque anni fa, sono passato all’estremo opposto con gli anziani non autosufficienti ricoverati alla RSA Latour di Moncalieri.

Recentemente ho iniziato ad operare con gli utenti del Centro Diurno per Disabili Psichici Colombetto, sempre a Moncalieri. Da alcuni anni ho iniziato a progettare e proporre corsi specifici di Shiatsu per chi lavora in ambito sociale e sanitario e quindi si trova ogni giorno a stretto contatto con la sofferenza degli altri, spesso senza avere conoscenze e strumenti adeguati per gestire il contatto fisico, la comunicazione non verbale e, più in generale, la relazione umana con l’altro, oltre che con se stesso.

Parole come stress o burn out sono all’ordine del giorno, ma è incredibile quanto poco si faccia a questo livello nella formazione e nell’aggiornamento professionale del personale.

Parliamo allora della formazione, dopo invece ti farò alcune domande sull’applicazione dello Shiatsu negli ospedali e nella società. Chi partecipa al Corso di Shiatsu alle Molinette?

Il corso è aperto a tutte le categorie sanitarie. In maggioranza sono infermieri, anche perché è la categoria più numerosa, ma ci sono rappresentanti un po’ di tutte le professioni: fisioterapisti, farmacisti, biologi, psicoterapeuti, tecnici di radiologia, ecc. ed anche alcune studentesse di Medicina e di Infermieristica, mancano solo i medici…

E’ molto interessante tenere corsi per categorie professionali omogenee perché diventa un momento di scambio di esperienze e di riflessione sul proprio vissuto personale e lavorativo.

Chi frequenta il corso come può utilizzare ciò che apprende nel suo lavoro?

I benefici sono soprattutto in una nuova o migliore consapevolezza dell’importanza del contatto fisico e della comunicazione non verbale nei rapporti con i pazienti e con i colleghi, ma più in generale con tutte le altre persone, anche nella vita privata.

Puoi fare degli esempi?

Si, ne riporto un paio che mi hanno particolarmente colpito. Un’infermiera che aveva partecipato lo scorso anno al corso di Shiatsu per Infermieri al Collegio Ipasvi mi raccontava di aver iniziato a tenere per mano i pazienti in attesa di essere sottoposti ad intervento in camera operatoria per tranquillizzarli.
Un tecnico di radiologia adotta la tecnica di poggiare delicatamente le mani per alcuni istanti sulle spalle dei pazienti che si sottopongono ad una lastra toracica, in questo modo la persona si rilassa e lascia andare giù le spalle per cui anche l’esposizione risulta tecnicamente migliore.
Sono piccole cose che fanno una grande differenza. In questo modo parlare di “umanizzazione delle cure” non è vuota retorica, ma diventa una pratica quotidiana.

Quindi lo Shiatsu è una specie di training psicologico?

No, assolutamente. Non vorrei dare un’impressione sbagliata.
Certamente durante il corso si discute molto, ma l’impostazione è sempre eminentemente pratica. Come in tutte le Discipline Orientali, la consapevolezza che si acquisisce nasce dalla pratica, dalla riflessione sulla pratica e dallo sviluppo della consapevolezza degli effetti della pratica su di sé e sulla persona che riceve il trattamento. Chi partecipa al corso impara innanzitutto ad eseguire uno schema di trattamento Shiatsu generale da utilizzare come base per proseguire la sua ricerca.
E’ un corso introduttivo di Shiatsu per uso personale, innanzitutto, ma diventa un’occasione per confrontarsi con tematiche professionali importanti che riguardano la relazione umana anche all’interno del proprio lavoro.
Lo Shiatsu ci insegna ad entrare in contatto in profondità con l’altra persona. Ciò avviene “tecnicamente” attraverso il gesto spontaneo di appoggiarsi all’altro e trarne sostegno.
Ci si mette in gioco, ci si sbilancia, ma rimanendo “centrati”, aperti e rilassati. Quindi è un modello nello stabilire una relazione umana di comunicazione e scambio, in questo caso particolarmente a livello non verbale.
Ha un grande valore educativo per chi lo fa e per chi lo riceve: si può stare insieme, in silenzio, apparentemente senza far nulla o quasi e comunicare in profondità sentendosi corrisposti ed ascoltati. Un grande maestro di Shiatsu, Masunaga, chiamava questo “l’eco della vita”. In fondo è un’esperienza di profonda vitalità in cui si percepisce il senso dell’esistenza e certamente questo corrisponde al processo vero di “guarigione”, che consiste nel comprendere ed accettare il proprio posto nel mondo.

Tutti possono praticare lo Shiatsu?

Secondo me si, perché di base lo Shiatsu nasce dal gesto spontaneo di abbracciare e stringere (cioè premere) la persona che soffre.
Ci sono tecniche Shiatsu semplici ed efficaci alla portata di tutti, penso ad esempio ai famigliari di malati cronici o non autosufficienti che spesso, oltre a tutti gli altri problemi, vivono un profondo senso di inadeguatezza nei confronti della persona cara e possono ritrovare il senso della presenza e della relazione umana attraverso il tocco e la comunicazione non verbale.
Viceversa un progetto mirato di intervento con lo Shiatsu in ambito sociale o sanitario richiede la partecipazione di operatori professionali preparati e qualificati. Purtroppo non abbiamo ancora una regolamentazione di legge del settore, ma fortunatamente si può far riferimento agli standard di qualità rigorosi definiti dalla Federazione Italiana Shiatsu.

Che ruolo ha lo Shiatsu all’interno della terapia?

Nessuno. Lo Shiatsu non è una terapia, non si confronta con la patologia, ma si rivolge a sostenere la vitalità della persona in modo da consentirle di vivere al meglio la propria condizione, qualunque essa sia (salvo che non vi siano specifiche controindicazioni mediche all’utilizzo della tecnica specifica di pressione).
Se poi vogliamo intendere il termine terapia in senso più largo, dovrei dire che vivere la vita è LA TERAPIA: ascoltare la musica (musicoterapia), ridere (clown therapy), ballare (danzoterapia), andare a cavallo (ippoterapia), farsi le coccole (coccoloterapia), andare in vacanza al mare (balneoterapia, talassoterapia, elioterapia), ecc.

Quali persone possono trovare beneficio nel ricevere un trattamento Shiatsu?

L’esperienza ormai consolidata insegna che anche persone molto fragili (ad esempio prima parlavamo dei neonati prematuri) o in condizioni molto gravi, magari senza speranza di sopravvivenza possono trarre beneficio dallo Shiatsu. Recentemente è iniziata a Roma una bella esperienza di utilizzo dello Shiatsu nell’ambito delle cure palliative dei malati oncologici terminali, ma vi sono tanta altre esperienze simili fra cui quella storica all’Hospice di Milano.

Personalmente ricordo una signora malata di sclerosi multipla che mi diceva alla fine di un trattamento: “finalmente ho trovato un momento di pace”. Cosa si può chiedere di più?
Ricevere lo Shiatsu vuol dire vivere pienamente la vita e la relazione con l’altra persona.
Come dicevo prima, chi lavora in ambito sanitario e sociale, qualunque sia il suo ruolo, si trova a stretto contatto quotidiano con la sofferenza delle altre persone. E’ un carico pesante che nessuna scuola o università l’ha preparato ad affrontare. A volte la reazione può essere un atteggiamento di durezza e di cinismo, come ci può capitare di riscontrare in alcuni casi quando ci troviamo ad essere ricoverati in ospedale o in coda per esami clinici.
Il messaggio positivo è che ci sono tecniche e strumenti per vivere innanzitutto meglio con se stessi e poi con i propri pazienti. Queste conoscenze pratiche, e sottolineo pratiche, ci vengono oggi dall’Oriente con lo Shiatsu e con le altre Discipline Olistiche, ma in realtà hanno profonde radici anche nella nostra tradizione, benché ce ne siamo dimenticati.
Chi era che diceva “medico cura te stesso”… ?

Contatti:

Valter Vico
Trattamenti Shiatsu, corsi e consulenze
valter.vico@gmail.com

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Shiatsu e Solidarietà per la Festa della Mamma: sabato 8 maggio a Torino e Carmagnola

In occasione della Festa della Mamma regala o regalati un trattamento shiatsu e dona un tuo contributo a chi ha bisogno!
Contibuirai a sostenere un progetto di cooperazione dell’ONG M.A.I.S. in Egitto, per la promozione dei diritti delle donne.

Sabato, 8 maggio 2010 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30,
sedi:
Il Seguire”, Piazza Primo Levi 9, TORINO;
I Girasoli”, St. Pralormo 315, CARMAGNOLA

E’ necessario prenotarsi entro il 6 maggio allo 011.65 7972

Puoi scegliere tra il trattamento completo di 50 minuti e quello di schiena, collo e spalle di 20 minuti.
Dona un tuo contributo: l’offerta minima consigliata per i trattamenti parte da € 20,00 (20’) e da € 40,00 (50’).
Ricordati di portare abbigliamento comodo in tessuto naturale.

E’ un evento organizzato da Centro Tao.

Condividendo questo messaggio con i tuoi amici, potrai diffondere le iniziative solidali!

Shiatsu al Centro Diurno per disabili psichici Colombetto di Moncalieri

“OGGI HO FATTO LO SHIATZU

1° incontro

Il primo trattamento è andato bene: Alberto prima mi ha allontanato a calci, poi mi ha graffiato, infine si è fatto mettere le calze. Insomma: abbiamo “fatto amicizia”.

Oggi è il mio primo giorno al centro diurno per disabili psichici.

Dipinto di Lina
Dipinto di Lina, utente del Centro Diurno Colombetto di Moncalieri (TO)

Veramente ero già venuto in visita la settimana precedente con Marco, il fisioterapista, per prendere gli ultimi accordi prima di iniziare la sperimentazione. La prima impressione arrivando era stata quella di una specie di scuola materna. Ancora prima di entrare ero circondato da persone che mi assalivano di domande: “Come ti chiami?”, “Vieni ancora?”, “Quando torni?”, “Cosa fai?”, “Hai dei bambini? Come si Chiamano?”. E molti mi toccavano, mi abbracciavano. Sono affettuosi. C’è vitalità ed una certa aria buffa e strampalata che fa allegria.

Eravamo rimasti d’accordo di cominciare con i casi “più semplici”, ma non è certo il caso di Alberto.

L’educatrice, Emanuela, mi presenta Alberto. Lui è un ragazzo autistico psicotico, ma ognuno ha i suoi guai: io, ad esempio, sono ipermetrope ambliope per cui non dovrebbero esserci particolari problemi.

Andiamo nella “stanza della musica” dove Alberto ha il suo angolo preferito, il suo nido, dove lui si accuccia in posizione fetale su un materassino. L’educatrice lo rassicura. Io mi siedo a terra vicino a lui con le gambe incrociate, ma lui mi allontana con dei calci. Dopo un po’ capiamo che non vuole che io incroci le gambe e così mi adeguo. Mi avvicino un po’, ci provo alcune volte, ma lui mi respinge sempre con un piede.

Propongo all’educatrice di mettere un po’ di musica visto che mi dice che gli piace. Lei prende uno jambe ed inizia a suonare con un ritmo lento ed un po’ ipnotico. Lui è sempre accucciato. Mostra una mano: mi avvicino lentamente e gli tocco il pollice, delicatamente. Sulle prime lascia fare, poi si alza a sedere, mi afferra gli avambracci, stringe forte e pianta le unghie. Non molla la presa, allora a mia volta gli prendo gli avambracci ed inizio a fare pressioni a pinza con pollice e dita contrapposti. Mi fa male, sento le unghie nella carne, ma mantengo la presa ed intanto iniziamo una specie di balletto al ritmo del tamburo che non si è mai fermato: ondeggio lentamente. Lo tiro leggermente verso di me, poi lo allontano un po’ e così via. Nel frattempo aumento e diminuisco in modo alterno le pressioni sui suoi avambracci al ritmo dello jambe. Lentamente diminuisce la presa e sembra seguirmi nella danza.

La situazione è assurda e surreale. Mi viene da ridere, non riesco a trattenermi. Lui sorride, molla la presa e si mette a sedere a gambe incrociate.

Rimaniamo un po’ a guardarci, fermi. Non so bene come comportarmi, ma cerco di essere presente.

Poi si toglie una calza, la sventola, la fa girare facendo dei versi e me la sporge. La prendo, la sventolo, la faccio girare emettendo suoni gutturali e poi gliela restituisco. La scena si ripete alcune volte con qualche variante: faccio finta di annusare la calza con aria disgustata, è una scenetta che è sempre piaciuta molto ai miei bambini. Alla fine decido di tenermi la calza, allora lui toglie l’altra e ripete lo stesso rituale. Non so bene come uscirne. L’educatrice mi dice che probabilmente lui vuole che io gli metta le calze. Sono molto lusingato dalla proposta e provvedo immediatamente.

Ho superato l’esame: abbiamo fatto amicizia.

Vado nel salone a salutare Enrica e Rachele che avevo trattato prima. Due trattamenti Shiatsu “normali”.

Dipinto di Lina
Dipinto di Lina, utente del Centro Diurno Colombetto di Moncalieri (TO)

Enrica con le matite colorate sta completando sul suo quaderno, lentamente, ma con buona grafia in stampatello maiuscolo, una pagina di “OGGI HO FATTO LO SHIATZU”. Magari una di queste volte le faccio presente che si scrive con la “S”, o forse no.

Rachele è seduta tranquilla sul divanetto. Le chiedo come sta. Lei è timida, parla piano, un po’ coprendo la bocca, quasi a schernirsi e dice: “mi piace quando ti appoggi”. Con una sola frase ha colto il senso profondo dello Shiatsu e della relazione di scambio che lo caratterizza. Apparentemente uno dei due attori, l’operatore, ha un ruolo attivo, mentre il ricevente è passivo. In realtà io mi appoggio al ricevente e lui mi sostiene. Quindi è “abile”. I ruoli si invertono e ciò crea fiducia reciproca, la fiducia di essere sostenuti e di poter sostenere. La fiducia nella natura, nel miracolo della pressione che agisce senza che nulla venga apparentemente fatto. Ho notato nella mia esperienza come siano soprattutto le persone più fragili a recepire questo aspetto così primordiale dello Shiatsu, forse perché, finalmente, sperimentano nella pratica la possibilità di sentirsi utili e di sostenere un’altra persona.

Capitano raramente giornate così intense, ma, come sempre ciò che si riceve è molto più di quello che si dà. Continua a leggere “Shiatsu al Centro Diurno per disabili psichici Colombetto di Moncalieri”