Carola Beresford Cooke
Shiatsu: teoria e pratica
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IL MERIDIANO DEL RENE: LOCALIZZAZIONE E TRATTAMENTO
II tradizionale meridiano dei Reni comincia dalla pianta del piede, tra la volta plantare e l’avampiede, sale sul lato interno fino a un punto tra l’astragalo e il tendine d’Achille, compie un percorso circolare intorno alla superficie interna del tallone, quindi sale nuovamente passando per M. 6 lungo la curva interna del polpaccio, fino al punto dietro il ginocchio dove si uniscono i due tendini del legamento posteriore. Prosegue diritto lungo la coscia dietro gli adduttori, fino alla regione in cui l’inguine si unisce al perineo, poi diventa interno e riemerge sull’addome immediatamente sopra l’osso pubico a 0,5 cun circa dalla linea mediana; sale poi lungo il tronco, allargandosi a delineare i bordi dello sterno e terminando nell’incavo sotto le estremità interne delle clavicole.
Masunaga non solo prolungò il meridiano del Rene a tutto il corpo, ma ne alterò anche leggermente il percorso. Tradizionalmente, questo è compreso tra la parte posteriore del ginocchio e l’inguine ed è puramente teorico per gli agopuntori poiché non vi sono punti. Masunaga sentì che il Ki dei Reni e le sensazioni del meridiano non seguivano questo percorso e lo tracciò invece diagonalmente attraverso la parte posteriore del ginocchio, facendolo salire lateralmente rispetto al legamento posteriore e attraversare il muscolo bicipite femorale, che nel sistema classico appartiene al meridiano della Vescica. Nella parte inferiore della gamba, anche il meridiano Zen Shiatsu va a M. 6, ma manca il percorso circolare intorno al tallone e alla caviglia. Inoltre, il meridiano del Rene nello Zen Shiatsu corre parallelo al muscolo sacrospinale su entrambi i lati della colonna vertebrale. C’è un ramo del meridiano del Rene nelle anche che segue perfettamente l’andamento dell’osso sacro. Sulla parte anteriore del tronco il tratto inferiore del meridiano è sostituito dalle aree diagnostiche dell’Hara. Il percorso superiore rimane invariato, sui bordi esterni dello sterno; sulla carta viene segnato laterale rispetto al Cuore, ma in pratica Reni e Cuore sul torace sono entrambi sui bordi esterni dello sterno; sono i diversi angoli di pressione che li differenziano, non la locazione in superficie (cfr. sotto). Un prolungamento che corre lungo il bordo inferiore della clavicola lascia il meridiano nel suo classico punto di uscita e un altro sale lungo la gola tra il Ministro del Cuore e lo Stomaco, in posizione centrale rispetto al muscolo sternocleidomastoideo (SCM). Dall’estremità esterna della clavicola il meridiano prosegue internamente per riemergere sulla superficie posteriore del braccio, in corrispondenza della piega ascellare; scende lungo il braccio, dietro il meridiano dell’Intestino Tenue, e lungo il bordo dell’ulna sull’avambraccio fino al centro del monticello sul lato ulnare del palmo.
L’area diagnostica Hara per il Rene è una forma a ferro di cavallo che contorna la zona circolare della Milza sopra l’ombelico e sale leggermente più in alto sul lato destro.
Ci sono tre aree diagnostiche posteriori per i Reni (Fig. 7.1B). Una si estende sulla terza e quarta vertebra lombare e copre la larghezza di circa un palmo sui muscoli di entrambi i lati. Ci sono anche due aree più o meno della stessa ampiezza ai lati dell’area diagnostica della Milza a cavallo della decima, undicesima e dodicesima vertebra toracica o, in altre parole, sulle ultime tre costole, che si trovano in corrispondenza dei reni veri e propri.
Significato e funzione del meridiano
Il meridiano del Rene classico domina il centro del corpo e si trova in posizione analoga ma opposta al meridiano della Vescica, con il quale costituisce il nucleo energetico dell’essere. I punti sul meridiano del Rene nella parte inferiore dell’addome sono usati per lo più per le funzioni riproduttive, mentre quelli sul torace aiutano i Reni a prendere il Ki dell’aria che respiriamo. I punti sul torace spesso contengono la parola “spirito” all’interno dei nomi che li designano, il che indica una funzione al di là del mero livello fisico, e la possibilità di accedere attraverso questa parte del meridiano agli aspetti emotivi e spirituali del Rene.
Il percorso del meridiano nella gamba, sia secondo il modello classico, sia secondo quello Zen, influenza tutti gli aspetti dei Reni, e soprattutto la schiena.
Le sfere di influenza tradizionali si applicano maggiormente al tradizionale stile di pensiero cinese, mentre l’uso del meridiano nello Zen Shiatsu è basato sull’idea che influisca su una funzione energetica di base dell’intero organismo, fino alla più piccola unità cellulare. Come abbiamo visto nel ciclo di vita dell’ameba, la posizione di un meridiano nel sistema Zen Shiatsu ne esprime la funzione, e Masunaga colloca il Rene e la Vescica nella schiena come espressione di impeto, descrivendone la posizione simbolica come “prepararsi allo scatto”; la posizione di partenza di un atleta in attesa del segnale di via mette infatti in evidenza entrambi i meridiani.
Il meridiano del Rene non si trova solo sulla schiena: segue il percorso classico nel torace, e ha la stessa importanza a livello emotivo e spirituale. L’estensione orizzontale del Rene da sotto la clavicola verso l’esterno trasmette impeto alle braccia e si riflette in una diramazione orizzontale della Vescica attraverso le spalle. Vescica e Rene nelle braccia consentono il movimento “a pompa” durante la corsa, esprimendo ulteriore impeto. Anche l’estensione del Rene nella gola, ai lati della tiroide, agisce sull’impeto.
