UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL’AQUILA – FACOLTÀ PSICOLOGIA
Corso di Laurea Triennale in SCIENZE PSICOLOGICHE APPLICATE
TESI DI LAUREA
I PICCOLI GUERRIERI DELLA CASA DI DAVIDE
“Psicologia e Shiatsu come sostegno nella malattia”
Laureanda: Licheri Lucia – Relatore: Prof. Enrico Perilli
Anno Accademico 2017/2018

L’obiettivo del presente lavoro è di descrivere la mia esperienza come operatrice shiatsu in collaborazione con la dottoressa Claudia Notari e la mia collega Valentina Puccio, all’interno della Casa di Davide. Una struttura che ospita famiglie e bambini malati di cancro o leucemia, seguiti in day hospital, al Bambin Gesù di Roma. I bambini lontani da casa, ricevono assistenza dentro e fuori l’ospedale. In questa tesi vorrei sottolineare l’importanza della sfera emotiva, del contatto umano, vitale per affrontare una terapia completa a sostegno della malattia e della sfera psicologica, che entra in modo preponderante a scandire i giorni e la quotidianità di bambini costretti a lunghe ospedalizzazioni e cure invasive. Lontani dalle loro case, dai loro amici, dalla scuola. Restituire per quanto possibile una parvenza di normalità, al di fuori dell’asettica stanza di un ospedale, tra aghi e terapie, dove le famiglie si stringono in blocco, trepidanti nell’attesa di analisi: “i valori “sono nella norma”, “è necessaria un nuovo trattamento”, “ha preso il raffreddore”, “il responso non è buono” … dandosi forza a vicenda, in un’unica bolla di emozioni positive o negative che accomunano tutti. Un contatto che considera il corpo come espressione non verbale di frustrazione e stress. Un carico colmo, come un sacco ripiegato su sé stesso, che esprime la tensione e il dolore. La paura, la rabbia, la tristezza, emozioni che non possono essere rivelate, che devono rimanere nascoste, ma espresse attraverso posture che ne determinano la natura. Perché il corpo non può mentire, non può nascondere la realtà, e si fa carico continuo di un peso non indifferente, mascherandosi di un sorriso amaro che non riesce comunque a celare la realtà del contesto.
Li chiamiamo I piccoli Guerrieri, questo sono, guerrieri che lottano ogni giorno per la loro
vita, che troppo presto hanno dovuto imparare termini medici che descrivono il loro stato, che anziché guardare l’orologio attendendo il momento di giocare con “gli amichetti”, devono ricordarsi che è ora della medicina. Sanno come e quando prenderle, a cosa servono. Non si danno per vinti, e quasi sempre hanno un sorriso stampato sulle labbra e quegli occhi enormi cerchiati, su quel volto troppo piccolo, velati di una consapevolezza orgogliosa e tenace che descrive una realtà che un bambino non dovrebbe vivere. Quegli occhi che incutono su chi li guarda, non pena, ma un muto rispetto…
Dedico questo lavoro a un piccolo grande Guerriero, che si è spento poco più di un mese fa, dopo una lotta serrata contro un cancro alle ossa, ha perso la sua battaglia, lottando come un vero eroe sa fare. Malgrado la paura di un bambino che sa che a breve dovrà morire, le sue parole sono state di ringraziamento per ogni persona che ha accompagnato i suoi giorni, per ogni risata con i suoi amici di battaglia, per chi ha cercato di lenire il suo dolore fisico e morale, per la sua mamma, l’amore più grande.

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