“La vera intensità del trattamento è dato dall’incontro umano, dove la stanchezza e il dolore conducono direttamente a quel contatto di relazione materna che si può ritrovare nello Shiatsu.”

Mi sono approcciata allo Shiatsu da Uke, digiuna di qualsiasi nozione riguardante questa disciplina. Per alcuni anni ho continuato a cercarlo, soprattutto nei momenti in cui sentivo di avere poche risorse. Con lo Shiatsu ho imparato a respirare e a riportare l’attenzione su me. Ricordo che le prime volte alla fine di un trattamento facevo alcune domande all’operatore. La domanda “cosa mi hai trovato?” o meglio “cos’hai sentito?”, l’ho fatta anche io. Aspettavo una risposta con un po’ di timore, ma questa risposta non arrivava o non appagava la mia curiosità. Probabilmente non sapevo neppure io che cosa desiderassi sapere. Come forse tipico della nostra cultura avrei voluto risposte ad effetto, risposte delle quali non avevo ancora nemmeno formulato una domanda.
Ora che ho iniziato a trattare con regolarità mi capita che le domande che io stessa ponevo le rivolgano a me. Non desiderare risposte verbali è un traguardo che…
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Proprio in questo risiede la forza della nostra disciplina: la pressione Shiatsu, con una precisa tecnica, ma anche con un grande sviluppo della sensibilità, esprime il suo potere di stimolare profondamente la vitalità delle persone per riattivarla a tutti i livelli: fisici, energetici, psichici e del Sé interiore.

Partendo dal classico HUANGDI NEIJING, dialogo tra l’Imperatore Giallo e il medico Qibo,
I rapporti che si creano sono molto empatici, pur senza parole i bambini dimostrano senza filtri ciò che desiderano e ciò che non desiderano e lo si capisce al volo.



Come si fa a temprare un bambino? C’è bisogno di freddo, ma il freddo non deve penetrare all’interno del corpo bensì rimanere all’esterno. In concreto questo significa che il bambino mentre si espone al freddo non deve gelare ma mantenere il corpo ben caldo. Il metodo più facile per ottenere questo è mandare i bambini a giocare all’aperto anche durante la stagione invernale senza coprirli troppo. Anche fare sport invernali all’aperto (pur senza faticare troppo) ha un effetto paragonabile. I bambini molto piccoli possono essere temprati passando ogni giorno qualche ora fuori all’aperto, per esempio durante una passeggiata con la carrozzina oppure stando sul balcone durante il pisolino pomeridiano. Il bimbo può ovviamente essere ben coperto, basta il contatto con l’aria respirata per far arrivare all’organismo lo stimolo del freddo.