Mindfulness, arteterapia, musicoterapia, Qi-gong, agopuntura e consulenze sugli stili di vita: sono alcuni dei trattamenti offerti dal Centro Komen Italia, inaugurato pochi giorni fa a Roma presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Si tratta del primo spazio in un ospedale pubblico [dopo quello di Pitigliano in Toscana] dedicato ai trattamenti integrati in oncologia che permetterà alle pazienti in cura nel Centro di Senologia e nel Day Hospital dei Tumori Femminili di ricevere, insieme alle più avanzate terapie oncologiche, anche una serie di trattamenti complementari.
Le grandi difficoltà che si incontrano nella traduzione del termine qi derivano principalmente dal fatto che esso è stato presente nell’intero arco della speculazione filosofica e scientifica cinese, sin dalle prime opere a noi pervenute. Come in tutte le grandi civiltà, anche in quella cinese all’osservazione delle leggi naturali, che governano il mondo e l’uomo, segue sempre una serie di regole teoriche e norme tecniche per sfruttare tale conoscenza a beneficio del genere umano. Dallo studio dei fenomeni celesti derivano il calendario e l’astrologia, la meteorologia e lo studio degli influssi atmosferici e climatici; dallo studio dei fenomeni terrestri nascono il feng-shui e la chimica, la metallurgia, i sismografi; dallo studio delle compenetrazioni di cielo e terra, dell’infinito moto di creazione e trasformazione che ne deriva, nascono ipotesi cosmologiche e sulla natura umana, e dallo studio della relazione tra moto cosmico e moto fisiologico in senso lato, -sulla base di un rapporto di analogia tra macrocosmo e microcosmo- nasce una cinesica che trova svariate espressioni, dalle danze degli sciamani ai movimenti codificati dei riti, dalla ginnastica terapeutica all’alchimia interna. È in questa cinesica che il qigong ha le sue radici più antiche.
Il concetto di qi attraversa quindi tutta l’evoluzione del pensiero cinese, caricandosi di valenze eterogenee, inizialmente limitato alla fisiologia sottile del corpo umano, assume quindi connotazioni etiche e viene successivamente inserito in ambito cosmologico.
Tao, o più correttamente, Dao, significa quindi camminare in modo attento e vigile, come cammina o cavalca un condottiero su un sentiero, sempre vigile e focalizzato nel presente (la distrazione durante una marcia può essere fatale per un condottiero, così una vita vissuta non nel presente è fatale per un essere umano).
La respirazione è fondamentale per la nutrizione e la conservazione della vita. L’energia vitale che anima l’organismo nelle sue manifestazioni fisiche, psichiche e spirituali deriva da due fonti primarie di energie, una yang e l’altra yin: l’aria e gli alimenti. L’una e gli altri, se di buona qualità e ben assimilati, sono la base della salute.
Per chi si avvicina alla medicina cinese, spesso uno dei concetti più difficili da capire appieno è quello di shen: questa parola, che spesso viene tradotta in modo riduttivo con “mente” o “spirito”, riunisce infatti in sé una serie di concetti che il nostro pensiero occidentale è sempre stato abituato a tenere separati.
Se esaminiamo il significato che è stato dato alla parola “shen” in cinese, vediamo innanzi tutto che ha tre diverse accezioni: ciò che anima la natura, la forza creante e motivante che la pervade la manifestazione esterna della vitalità della persona, che si esprime attraverso vivacità dello sguardo, brillantezza degli occhi, aspetto “sano e vitale” della lingua, chiarezza della parola, buona qualità dell’incarnato, presenza mentale… l’insieme delle funzioni “sottili” del corpo, legate a pensiero, sensazione, coscienza, emotività…
(Tratto dall’articolo: “Shen: mente, psiche, emozioni in medicina cinese” di Medicina Cinese News)
La digitopressione è una tecnica di trattamento antica di migliaia di anni.
Nel tempo si è diffusa dall’oriente all’occidente ed è oggi nota come tecnica caratteristica del massaggio energetico cinese Tuina (il quale conta, tuttavia, numerose altre tecniche) e dello Shiatsu. Nel lavoro di ogni operatore tuina, la tecnica di digitopressione rientra in una categoria ampia di tecnica di pressione chiamata “anfa“. L’anfa viene praticata con obiettivo di mobilizzazione del Qi [energia vitale] e del Sangue, consiste in una pressione statica perpendicolare praticata prevalentemente con il pollice, ma anche con altre dita (spesso il medio o l’indice) oppure, ancora, il palmo o il gomito.
I meridiani possono essere rilevati sperimentalmente usando metodi convenzionali? Se si, come si relazionano alla struttura anatomica? Esistono degli approcci teorici che descrivono e modellano i meridiani […] ricorrendo al paradigma dei campi di gauge della teoria quantistica dei campi ed alla teoria dei sistemi non lineari. […] Recenti analisi hanno rivelato le specifiche proprietà elettriche dei meridiani e dei punti ad essi correlati. È un fatto sperimentale ben consolidato che i punti biologicamente attivi (punti correlati ai meridiani) presentano una maggiore conduttività elettrica ed il loro indice di rifrazione differisce da quello dei punti che li circondano.
Il presidente dell’Associazione Italiana Oncologia Integrata:
non significa che per patologie gravi la medicina cinese possa essere usata al posto di farmaci, può aiutare a diminuirne il dosaggio o a ridurne gli effetti collaterali
Localizzare i punti sui meridiani è una delle cose che più “spaventa” ci si avvicina alla parte pratica della medicina cinese: i punti sono tanti (più di 360) e non è sempre immediato capire come fare a trovarli. Ecco qualche suggerimento pratico per chi li vuole localizzare.
Un reparto di medicina integrata di un ospedale di Napoli offre prestazioni pubbliche di medicina tradizionale cinese e fitoterapia. Il responsabile, il dott. Ottavio Iommelli, ci racconta la sua esperienza