
I concetti di yin e yang sono il fondamento su cui si basano la filosofia cinese della natura e con essa anche la medicina cinese. In filosofia i concetti di yin e yang non descrivono singoli oggetti, forze o caratteristiche, ma piuttosto coppie di tendenze, forze o caratteristiche più o meno opposte dalla cui relazione si sviluppa una dinamica particolare. Questa dinamica attiva tra yin e yang può essere osservata in molti fenomeni della natura sia animata che inanimata: ombra e luce, giorno e notte, espansione e concentrazione, attività e riposo … e la lista potrebbe essere continuata a lungo.
Lo Shiatsu non si preoccupa di sopprimere l’emicrania, per esempio, bensì di mettere la persona, che ne soffre, nelle condizioni di autoregolare il proprio equilibrio vitale, con una retroazione benefica organica e non particolare, che coinvolgerà poi anche il singolo sintomo. Questo può significare inoltre che lo Shiatsu si presta bene ad integrarsi con terapie mediche, ove necessarie, rendendo il sistema, che le dovrà ricevere, più ricettivo, e questo contributo lo si avvertirà ancor meglio, inserendolo “preventivamente” in uno stile di vita volto al mantenimento dello stato di salute.
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È in linea il nuovo numero della rivista Shiatsu News (il periodico della Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori).
Lo Zen Shiatsu privilegia l’ascolto e il rapporto umano, il suo approccio è molto morbido e rispettoso della persona trattata, l’empatia e la fiducia sono concetti che hanno il loro posto e sono un prerequisito per una buona gestione delle persone in difficoltà, e sostengono orientamenti pertinenti in cui l’unitarietà (il rapporto corpo/psiche) dell’essere umano non si scorda mai.
Negli anni ’70 Shizuto Masunaga, grande maestro e ideatore del Keiraku Shiatsu (Shiatsu dei Meridiani), teneva corsi per corrispondenza della durata di quattro mesi, inviando agli allievi quattro manuali da lui appositamente scritti.
A Bologna, da circa un anno e mezzo, sono state adottate in ambito ostetrico alcune tecniche di digitopressione per l’assistenza alle donne in travaglio. Questa scelta deriva da un percorso di formazione post laurea, richiesto dalle ostetriche, che ha posto in luce la digitopressione come strategia di intervento non medicalizzato per favorire l’empowerment della gestante. Ai corsi hanno partecipato circa cinquanta ostetriche operanti nell’Ospedale Maggiore e nel Policlinico Sant’Orsola-Malpighi.