Se la medicina orientale basa sempre la sua diagnostica esclusivamente sui cinque sensi dell’essere umano, è sicuramente perché in essi trova numerosi significati e interessanti valori, e non assolutamente perché ha orrore dell’evoluzione o per attaccamento ad una tradizione sorpassata e irrazionale. Contrariamente alle scienze sperimentali moderne, che hanno tendenza a decidere ogni cosa previo ragionamento logico e prova oggettiva, la medicina orientale si fonda su un altro sistema di valori e non può dunque usare gli stessi metodi. La differenza tra una diagnosi occidentale, che mira a determinare la natura della patologia, e la diagnosi orientale dello Shô, non risiede solamente nella diversità dell’oggetto ricercato, ma porta in sé una differenza essenziale nella modalità stessa di procedere alla diagnosi.
Sorgente: Masunaga e la conoscenza dei meridiani | Network Centro Tao

Una serie di esperimenti condotti da Nathan Faivre e colleghi con tecniche di tipo psicofisico (registrazioni elettrofisiologiche), comportamentale e di modellazione al computer ha permesso di mostrare che tutti i sensi seguono le stesse regole per la valutazione di affidabilità, e che se un soggetto ha elevate prestazioni metacognitive per un senso (per esempio la visione) ha facilmente buoni risultati anche in altri sensi (per esempio gli stimoli olfattivi e tattili). “In altre parole,” spiega Faivre, “quelli di noi che sono bravi a sapere ciò che vedono sono anche bravi a sapere ciò che sentono e toccano”. Ciò indica che il monitoraggio dei processi percettivi avviene attraverso un meccanismo neurale comune.
Il Centro Tao Network è lieto di presentare il calendario 2017/2018 degli appuntamenti con il Corso Master di Shiatsu:




