Lo Shiatsu in ambito sociale e sanitario

Riporto una mia intervista pubblicata dal sito de La Stampa sul tema dell’utilizzo dello Shiatsu nei vari contesti sociali ed in ambito sanitario

Lo Shiatsu entra negli ospedali italiani?

Oggi vi riporto un’intervista fatta al mio collega Valter Vico che si riferisce ad un corso di Shiatsu per operatori sanitari già annunciato in un articolo pubblicato il 31 Dicembre scorso in questo blog.

Il corso è quindi partito regolarmente con un discreto successo e Valter ce ne parla qui in questa intervista con passione e soddisfazione per questo bel progetto.

Quale è stata la tua esperienza con lo Shiatsu in ambito sanitario e sociale?

Ho iniziato nel 2000 con un’esperienza molto forte e coinvolgente all’Ospedale Santa Croce di Moncalieri trattando i neonati prematuri ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Poi, cinque anni fa, sono passato all’estremo opposto con gli anziani non autosufficienti ricoverati alla RSA Latour di Moncalieri.

Recentemente ho iniziato ad operare con gli utenti del Centro Diurno per Disabili Psichici Colombetto, sempre a Moncalieri. Da alcuni anni ho iniziato a progettare e proporre corsi specifici di Shiatsu per chi lavora in ambito sociale e sanitario e quindi si trova ogni giorno a stretto contatto con la sofferenza degli altri, spesso senza avere conoscenze e strumenti adeguati per gestire il contatto fisico, la comunicazione non verbale e, più in generale, la relazione umana con l’altro, oltre che con se stesso.

Parole come stress o burn out sono all’ordine del giorno, ma è incredibile quanto poco si faccia a questo livello nella formazione e nell’aggiornamento professionale del personale.

Parliamo allora della formazione, dopo invece ti farò alcune domande sull’applicazione dello Shiatsu negli ospedali e nella società. Chi partecipa al Corso di Shiatsu alle Molinette?

Il corso è aperto a tutte le categorie sanitarie. In maggioranza sono infermieri, anche perché è la categoria più numerosa, ma ci sono rappresentanti un po’ di tutte le professioni: fisioterapisti, farmacisti, biologi, psicoterapeuti, tecnici di radiologia, ecc. ed anche alcune studentesse di Medicina e di Infermieristica, mancano solo i medici…

E’ molto interessante tenere corsi per categorie professionali omogenee perché diventa un momento di scambio di esperienze e di riflessione sul proprio vissuto personale e lavorativo.

Chi frequenta il corso come può utilizzare ciò che apprende nel suo lavoro?

I benefici sono soprattutto in una nuova o migliore consapevolezza dell’importanza del contatto fisico e della comunicazione non verbale nei rapporti con i pazienti e con i colleghi, ma più in generale con tutte le altre persone, anche nella vita privata.

Puoi fare degli esempi?

Si, ne riporto un paio che mi hanno particolarmente colpito. Un’infermiera che aveva partecipato lo scorso anno al corso di Shiatsu per Infermieri al Collegio Ipasvi mi raccontava di aver iniziato a tenere per mano i pazienti in attesa di essere sottoposti ad intervento in camera operatoria per tranquillizzarli.
Un tecnico di radiologia adotta la tecnica di poggiare delicatamente le mani per alcuni istanti sulle spalle dei pazienti che si sottopongono ad una lastra toracica, in questo modo la persona si rilassa e lascia andare giù le spalle per cui anche l’esposizione risulta tecnicamente migliore.
Sono piccole cose che fanno una grande differenza. In questo modo parlare di “umanizzazione delle cure” non è vuota retorica, ma diventa una pratica quotidiana.

Quindi lo Shiatsu è una specie di training psicologico?

No, assolutamente. Non vorrei dare un’impressione sbagliata.
Certamente durante il corso si discute molto, ma l’impostazione è sempre eminentemente pratica. Come in tutte le Discipline Orientali, la consapevolezza che si acquisisce nasce dalla pratica, dalla riflessione sulla pratica e dallo sviluppo della consapevolezza degli effetti della pratica su di sé e sulla persona che riceve il trattamento. Chi partecipa al corso impara innanzitutto ad eseguire uno schema di trattamento Shiatsu generale da utilizzare come base per proseguire la sua ricerca.
E’ un corso introduttivo di Shiatsu per uso personale, innanzitutto, ma diventa un’occasione per confrontarsi con tematiche professionali importanti che riguardano la relazione umana anche all’interno del proprio lavoro.
Lo Shiatsu ci insegna ad entrare in contatto in profondità con l’altra persona. Ciò avviene “tecnicamente” attraverso il gesto spontaneo di appoggiarsi all’altro e trarne sostegno.
Ci si mette in gioco, ci si sbilancia, ma rimanendo “centrati”, aperti e rilassati. Quindi è un modello nello stabilire una relazione umana di comunicazione e scambio, in questo caso particolarmente a livello non verbale.
Ha un grande valore educativo per chi lo fa e per chi lo riceve: si può stare insieme, in silenzio, apparentemente senza far nulla o quasi e comunicare in profondità sentendosi corrisposti ed ascoltati. Un grande maestro di Shiatsu, Masunaga, chiamava questo “l’eco della vita”. In fondo è un’esperienza di profonda vitalità in cui si percepisce il senso dell’esistenza e certamente questo corrisponde al processo vero di “guarigione”, che consiste nel comprendere ed accettare il proprio posto nel mondo.

Tutti possono praticare lo Shiatsu?

Secondo me si, perché di base lo Shiatsu nasce dal gesto spontaneo di abbracciare e stringere (cioè premere) la persona che soffre.
Ci sono tecniche Shiatsu semplici ed efficaci alla portata di tutti, penso ad esempio ai famigliari di malati cronici o non autosufficienti che spesso, oltre a tutti gli altri problemi, vivono un profondo senso di inadeguatezza nei confronti della persona cara e possono ritrovare il senso della presenza e della relazione umana attraverso il tocco e la comunicazione non verbale.
Viceversa un progetto mirato di intervento con lo Shiatsu in ambito sociale o sanitario richiede la partecipazione di operatori professionali preparati e qualificati. Purtroppo non abbiamo ancora una regolamentazione di legge del settore, ma fortunatamente si può far riferimento agli standard di qualità rigorosi definiti dalla Federazione Italiana Shiatsu.

Che ruolo ha lo Shiatsu all’interno della terapia?

Nessuno. Lo Shiatsu non è una terapia, non si confronta con la patologia, ma si rivolge a sostenere la vitalità della persona in modo da consentirle di vivere al meglio la propria condizione, qualunque essa sia (salvo che non vi siano specifiche controindicazioni mediche all’utilizzo della tecnica specifica di pressione).
Se poi vogliamo intendere il termine terapia in senso più largo, dovrei dire che vivere la vita è LA TERAPIA: ascoltare la musica (musicoterapia), ridere (clown therapy), ballare (danzoterapia), andare a cavallo (ippoterapia), farsi le coccole (coccoloterapia), andare in vacanza al mare (balneoterapia, talassoterapia, elioterapia), ecc.

Quali persone possono trovare beneficio nel ricevere un trattamento Shiatsu?

L’esperienza ormai consolidata insegna che anche persone molto fragili (ad esempio prima parlavamo dei neonati prematuri) o in condizioni molto gravi, magari senza speranza di sopravvivenza possono trarre beneficio dallo Shiatsu. Recentemente è iniziata a Roma una bella esperienza di utilizzo dello Shiatsu nell’ambito delle cure palliative dei malati oncologici terminali, ma vi sono tanta altre esperienze simili fra cui quella storica all’Hospice di Milano.

Personalmente ricordo una signora malata di sclerosi multipla che mi diceva alla fine di un trattamento: “finalmente ho trovato un momento di pace”. Cosa si può chiedere di più?
Ricevere lo Shiatsu vuol dire vivere pienamente la vita e la relazione con l’altra persona.
Come dicevo prima, chi lavora in ambito sanitario e sociale, qualunque sia il suo ruolo, si trova a stretto contatto quotidiano con la sofferenza delle altre persone. E’ un carico pesante che nessuna scuola o università l’ha preparato ad affrontare. A volte la reazione può essere un atteggiamento di durezza e di cinismo, come ci può capitare di riscontrare in alcuni casi quando ci troviamo ad essere ricoverati in ospedale o in coda per esami clinici.
Il messaggio positivo è che ci sono tecniche e strumenti per vivere innanzitutto meglio con se stessi e poi con i propri pazienti. Queste conoscenze pratiche, e sottolineo pratiche, ci vengono oggi dall’Oriente con lo Shiatsu e con le altre Discipline Olistiche, ma in realtà hanno profonde radici anche nella nostra tradizione, benché ce ne siamo dimenticati.
Chi era che diceva “medico cura te stesso”… ?

Contatti:

Valter Vico
Trattamenti Shiatsu, corsi e consulenze
valter.vico@gmail.com

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Leggi anche:

Shiatsu e Solidarietà per la Festa della Mamma: sabato 8 maggio a Torino e Carmagnola

In occasione della Festa della Mamma regala o regalati un trattamento shiatsu e dona un tuo contributo a chi ha bisogno!
Contibuirai a sostenere un progetto di cooperazione dell’ONG M.A.I.S. in Egitto, per la promozione dei diritti delle donne.

Sabato, 8 maggio 2010 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30,
sedi:
Il Seguire”, Piazza Primo Levi 9, TORINO;
I Girasoli”, St. Pralormo 315, CARMAGNOLA

E’ necessario prenotarsi entro il 6 maggio allo 011.65 7972

Puoi scegliere tra il trattamento completo di 50 minuti e quello di schiena, collo e spalle di 20 minuti.
Dona un tuo contributo: l’offerta minima consigliata per i trattamenti parte da € 20,00 (20’) e da € 40,00 (50’).
Ricordati di portare abbigliamento comodo in tessuto naturale.

E’ un evento organizzato da Centro Tao.

Condividendo questo messaggio con i tuoi amici, potrai diffondere le iniziative solidali!

Shiatsu al Centro Diurno per disabili psichici Colombetto di Moncalieri

“OGGI HO FATTO LO SHIATZU

1° incontro

Il primo trattamento è andato bene: Alberto prima mi ha allontanato a calci, poi mi ha graffiato, infine si è fatto mettere le calze. Insomma: abbiamo “fatto amicizia”.

Oggi è il mio primo giorno al centro diurno per disabili psichici.

Dipinto di Lina
Dipinto di Lina, utente del Centro Diurno Colombetto di Moncalieri (TO)

Veramente ero già venuto in visita la settimana precedente con Marco, il fisioterapista, per prendere gli ultimi accordi prima di iniziare la sperimentazione. La prima impressione arrivando era stata quella di una specie di scuola materna. Ancora prima di entrare ero circondato da persone che mi assalivano di domande: “Come ti chiami?”, “Vieni ancora?”, “Quando torni?”, “Cosa fai?”, “Hai dei bambini? Come si Chiamano?”. E molti mi toccavano, mi abbracciavano. Sono affettuosi. C’è vitalità ed una certa aria buffa e strampalata che fa allegria.

Eravamo rimasti d’accordo di cominciare con i casi “più semplici”, ma non è certo il caso di Alberto.

L’educatrice, Emanuela, mi presenta Alberto. Lui è un ragazzo autistico psicotico, ma ognuno ha i suoi guai: io, ad esempio, sono ipermetrope ambliope per cui non dovrebbero esserci particolari problemi.

Andiamo nella “stanza della musica” dove Alberto ha il suo angolo preferito, il suo nido, dove lui si accuccia in posizione fetale su un materassino. L’educatrice lo rassicura. Io mi siedo a terra vicino a lui con le gambe incrociate, ma lui mi allontana con dei calci. Dopo un po’ capiamo che non vuole che io incroci le gambe e così mi adeguo. Mi avvicino un po’, ci provo alcune volte, ma lui mi respinge sempre con un piede.

Propongo all’educatrice di mettere un po’ di musica visto che mi dice che gli piace. Lei prende uno jambe ed inizia a suonare con un ritmo lento ed un po’ ipnotico. Lui è sempre accucciato. Mostra una mano: mi avvicino lentamente e gli tocco il pollice, delicatamente. Sulle prime lascia fare, poi si alza a sedere, mi afferra gli avambracci, stringe forte e pianta le unghie. Non molla la presa, allora a mia volta gli prendo gli avambracci ed inizio a fare pressioni a pinza con pollice e dita contrapposti. Mi fa male, sento le unghie nella carne, ma mantengo la presa ed intanto iniziamo una specie di balletto al ritmo del tamburo che non si è mai fermato: ondeggio lentamente. Lo tiro leggermente verso di me, poi lo allontano un po’ e così via. Nel frattempo aumento e diminuisco in modo alterno le pressioni sui suoi avambracci al ritmo dello jambe. Lentamente diminuisce la presa e sembra seguirmi nella danza.

La situazione è assurda e surreale. Mi viene da ridere, non riesco a trattenermi. Lui sorride, molla la presa e si mette a sedere a gambe incrociate.

Rimaniamo un po’ a guardarci, fermi. Non so bene come comportarmi, ma cerco di essere presente.

Poi si toglie una calza, la sventola, la fa girare facendo dei versi e me la sporge. La prendo, la sventolo, la faccio girare emettendo suoni gutturali e poi gliela restituisco. La scena si ripete alcune volte con qualche variante: faccio finta di annusare la calza con aria disgustata, è una scenetta che è sempre piaciuta molto ai miei bambini. Alla fine decido di tenermi la calza, allora lui toglie l’altra e ripete lo stesso rituale. Non so bene come uscirne. L’educatrice mi dice che probabilmente lui vuole che io gli metta le calze. Sono molto lusingato dalla proposta e provvedo immediatamente.

Ho superato l’esame: abbiamo fatto amicizia.

Vado nel salone a salutare Enrica e Rachele che avevo trattato prima. Due trattamenti Shiatsu “normali”.

Dipinto di Lina
Dipinto di Lina, utente del Centro Diurno Colombetto di Moncalieri (TO)

Enrica con le matite colorate sta completando sul suo quaderno, lentamente, ma con buona grafia in stampatello maiuscolo, una pagina di “OGGI HO FATTO LO SHIATZU”. Magari una di queste volte le faccio presente che si scrive con la “S”, o forse no.

Rachele è seduta tranquilla sul divanetto. Le chiedo come sta. Lei è timida, parla piano, un po’ coprendo la bocca, quasi a schernirsi e dice: “mi piace quando ti appoggi”. Con una sola frase ha colto il senso profondo dello Shiatsu e della relazione di scambio che lo caratterizza. Apparentemente uno dei due attori, l’operatore, ha un ruolo attivo, mentre il ricevente è passivo. In realtà io mi appoggio al ricevente e lui mi sostiene. Quindi è “abile”. I ruoli si invertono e ciò crea fiducia reciproca, la fiducia di essere sostenuti e di poter sostenere. La fiducia nella natura, nel miracolo della pressione che agisce senza che nulla venga apparentemente fatto. Ho notato nella mia esperienza come siano soprattutto le persone più fragili a recepire questo aspetto così primordiale dello Shiatsu, forse perché, finalmente, sperimentano nella pratica la possibilità di sentirsi utili e di sostenere un’altra persona.

Capitano raramente giornate così intense, ma, come sempre ciò che si riceve è molto più di quello che si dà. Continua a leggere “Shiatsu al Centro Diurno per disabili psichici Colombetto di Moncalieri”

Corso di Shiatsu all’Ospedale Molinette di Torino

Yes, We Shiatsu
Donne e uomini della Sanità, solo voi, con la vostra umanità, con la vostra presenza e con la vostra capacità di ascoltare, sapete come rassicurare e dare fiducia ad una persona che soffre. Nessuna macchina e nessuna tecnologia potranno mai sostituirvi. YES, WE SHIATSU!

Il corso, di 10 lezioni, si tiene al giovedì ed inizia l’8 aprile 2010.

Prerequisiti: nessuno

A chi è indirizzato: a tutte le figure sanitarie

Obiettivi: per imparare metodi Shiatsu di base da utilizzare in ogni contesto per sviluppare la comunicazione non verbale, umanizzare le cure, rilassare/rilassarsi ed alleviare piccoli disturbi. La maggior parte delle tecniche apprese potranno essere applicate su se stessi e sulla persona seduta o distesa sul letto/lettino.

Sede: Ospedale Molinette – Torino

Calendario: 10 incontri, tutti i giovedì dall’8 aprile al 10 giugno 2010

Orari: è possibile scegliere fra 2 sessioni: dalle 15:30 alle 17:15 oppure dalle 17:30 alle 19:15

Abbigliamento: comodo/sportivo (si consiglia tuta da ginnastica in tessuto naturale)

Attrezzatura: coperta o telo, cuscino piccolo.

Programma:

Infermieri coraggiosi
Io corro subito ad iscrivermi!
  • storia e principi dello Shiatsu
  • teoria e pratica della pressione nello Shiatsu
  • le basi del pensiero orientale (principio olistico, Yin-Yang ed energia vitale)
  • contatto fisico e comunicazione non verbale
  • trattamento della schiena
  • trattamento del collo e delle spalle
  • trattamento del braccio
  • trattamento delle mani e dei piedi
  • trattamento di testa e viso
  • trattamento dell’addome e tecniche per favorire la digestione e la funzione intestinale
  • metodi per rilassare e regolarizzare il respiro
  • trattamento in posizione seduta
  • indicazioni sul trattamento sul letto/lettino
  • utilizzo e controindicazioni dei principali punti dei meridiani
  • tecniche di AutoShiatsu e di rilassamento

La parte pratica prevede la dimostrazione della tecnica da parte dell’insegnante seguita dalla sperimentazione a coppie supervisionata.

Per ogni tecnica vengono descritte le indicazioni (e le controindicazioni) di utilizzo.

Verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.

INFO ED ISCRIZIONI

AF&S – Associazione Formazione & Salute

formazionesalute@libero.it

320.4369232

333.7640390

348.0022387

Leggi l’articolo pubblicato sul sito de “La Stampa” >>

Leggi anche “Lo Shiatsu in ambito sociale e sanitario” >>

Un punto al giorno… (St36)

Un punto al giorno non toglierà il medico di torno, ma… può dare grandi benefici.

Punto 36 del meridiano dello Stomaco

Il punto 36 del Meridiano dello Stomaco (St36) è in assoluto uno dei punti energetici più conosciuti, efficaci ed importanti.

Il suo nome cinese Zu San Li (in giapponese Ashi San Ri) significa Tre miglia (o tre distanze) sulla gamba e ci ricorda la sua posizione (3 distanze = 4 dita sotto il ginocchio), ma anche l’abitudine degli antichi viaggiatori orientali di autotrattarlo regolarmente contro la stanchezza delle gambe.

Noi non siamo più  abituati, ma all’epoca si viaggiava principalmente a piedi. Tradizionalmente gli eserciti, durante gli spostamenti di truppe a marce forzate, facevano una sosta ogni 3 miglia (circa 5 chilometri) per rifocillarsi e trattare il punto Stomaco 36. Si dice che anche i rivoluzionari di Mao abbiano utilizzato questa tecnica per riuscire a completare la famosa “Lunga Marcia”.

Come trovare il punto:

  • piegare la gamba a 90° tenendo il ginocchio fra indice e pollice con il medio contro il bordo dell’osso (la tibia). Il punto si trova sotto il polpastrello del dito medio.
  • Altro metodo: il punto si trova nella depressione fra le due ossa della gamba (tibia e perone) 4 dita sotto il bordo inferiore della rotula.
St36

A cosa serve:

  • è un punto di benessere generale,
  • elimina la stanchezza, tonifica e rafforza le gambe,
  • regolarizza la digestione.

Come auto-trattare il punto:

  • Il punto non va trattato o stimolato in gravidanza.
  • Trattare allo stesso modo da entrambi i lati.
  • Da seduti, sovrapporre le dita delle mani, puntare la punta del polpastrello dell’indice sul punto e premere tirando verso di sé. Mantenere una pressione statica per alcuni minuti. (Non fatelo se avete le unghie lunghe.)
  • In alternativa si può utilizzare un bastoncino. Ad esempio una bacchetta del ristorante cinese o una biro (mi raccomando: non dalla parte della punta!).
  • Particolarmente indicato, per chi conosce il metodo, è il trattamento attraverso il calore con la Moxa. In tal caso tagliare una fettina sottile di zenzero da tenere con una pinzetta per coprire il punto.

Per gli sportivi, ma anche per tutti coloro che patiscono stanchezza e debolezza alle gambe, segnalo un metodo tradizionale di “doping naturale”: si tratta semplicemente di porre un cece (crudo) o un oggetto sferico di dimensioni adeguate sul punto e di fermarlo con del cerotto. In questo modo si crea una sollecitazione lieve, ma continua, che rinvigorisce le gambe e limita la stanchezza.

Un punto al giorno… è un utile complemento per mantenersi in salute e ci fa capire l’importanza di ricevere regolarmente trattamenti Shiatsu per stare bene ed esprimere al meglio la nostra energia.

(Leggi anche gli altri articoli della serie “Un punto al giorno…”)

Valter Vico
Trattamenti Shiatsu, corsi e consulenze
valter.vico@gmail.com

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Come si dice Sciasciu? Sciazzu? Shazzu? Shazu? Shatzu? Shatsu? Shiatzu? Sciatsu? Shiatsu?

SHIATSU

Come si dice? Come si scrive? I giapponesi scrivono
指圧 (指 Shi = dito e 圧 Atsu = pressione)
e la trascrizione corretta nel nostro alfabeto è Shiatsu che si pronuncia “sciatsu” (ascolta la pronuncia corretta>>)

Forse non è così importante scriverlo correttamente, ma, se ci rifletti, probabilmente chi ti propone “massaggi shatzu” non conosce così bene questa disciplina. Allora è importante rivolgersi ad un Operatore Shiatsu esperto per ricevere trattamenti Shiatsu di qualità e ad una scuola seria per imparare a praticare lo Shiatsu.

Leggi l’articolo sul trattamento Shiatsu >>

Per informazioni o per prenotare un trattamento:

Valter Vico
Trattamenti Shiatsu su appuntamento a Torino
333.26.90.739, valter.vico@gmail.com

Lo Shiatsu è una forma di trattamento manuale di origine giapponese che si basa sulla visione integrale dell’essere umano che è tipica della antica sapienza orientale. Lo scopo dello Shiatsu è quello di consentirti di esprimere al meglio la tua energia per ritrovare o mantenere la tua miglior forma psico-fisica.

#trattamenti #Shiatsu #Torino

Shiatsu e Solidarietà a San Valentino

Per San Valentino regala e regalati un trattamento Shiatsu partecipando all’iniziativa “Shiatsu Solidale” per finanziare il progetto di cooperazione internazionale “AIDS: la prevenzione viaggia per radio” per la creazione di una radio comunitaria nel distretto di Nhamatanda in Mozambico. La radio ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione riguardo le problematiche sanitarie, promuovendo un’educazione alla salute soprattutto attraverso la diffusione di informazioni sulla trasmissione di HIV/AIDS per creare un dibattito sul tema e per promuovere la libertà di espressione delle donne.

Continua a leggere “Shiatsu e Solidarietà a San Valentino”

Se la poltrona fa lo ShAItsu…

Questo “cuscino termico” (termico?) “di massaggio Shiatsu” agirebbe sui “Punti di pressione Shiatsu” dando “una sensazione simile al massaggio terapeutico”

“Poltrone ShAItsu”. “La poltrona è dotata di un meccanismo massaggiante di tipo evoluto ed invasivo [INVASIVO!, dice proprio così!], il cui massaggio è paragonabile a quelli eseguiti dai più esperti massaggiatori“.

Cuscini termici di massaggio shiatsu“.

Questa poltrona avveniristica sembra uscita da un cartone di Goldrake, ma promette “massaggio shiatsu e pressoterapia” perché “è cosa risaputa che il massaggio Shiatsu è il più completo e delicato”…

“Poltrona con massaggio Shiatsu e pressoterapia, Kneading, Tapping e Rolling su cervicale, spalle, schiena e lombare”.

SUPER SHIATSU.

POLTRONA MASSAGGIANTE CON SISTEMA SHIATSU PRESSOTERAPIA.

È cosa risaputa che il massaggio Shiatsu è il più completo e delicato“.

Veramente ti metteresti nelle “mani” di questi attrezzi?

Non è meglio affidarsi alle mani esperte di un Operatore Shiatsu?

La pratica dello Shiatsu non si può improvvisare perché richiede una seria preparazione ed un continuo aggiornamento professionale.

Allora, se la poltrona fa lo “ShAItsu“, tu non fare il “poltrone”: rivolgiti ad un Operatore Shiatsu Professionale, perchè “è cosa risaputa che il massaggio Shiatsu è il più completo e delicato” se chi lo fa è qualificato.

Valter Vico
Trattamenti Shiatsu su appuntamento a Torino
333.26.90.739, valter.vico@gmail.com

Lo Shiatsu è una forma di trattamento manuale di origine giapponese che si basa sulla visione integrale dell’essere umano che è tipica della antica sapienza orientale. Lo scopo dello Shiatsu è quello di consentirti di esprimere al meglio la tua energia per ritrovare o mantenere la tua miglior forma psico-fisica.

 

Cresce il numero degli infermieri contagiati dallo Shiatsu

[dal nostro inviato all’Ospedale Molinette di Torino]

Ospedale Molinette - Torino

Preoccupa il numero crescente di infermieri vittime del contagio.

Nuovi casi si sono verificati anche fra le ostetriche ed i fisioterapisti, ma pare che un’alta percentuale degli addetti in tutte le professioni del settore sanitario e sociale sia rimasta colpita. Il fenomeno sembrava inizialmente riguardare solo singoli individui isolati, ma di giorno in giorno vengono segnalati nuovi focolai, in particolare nella zona di Torino, e notizie analoghe giungono anche da altre parti d’Italia dove risultano colpite varie strutture socio-sanitarie ed anche altre figure professionali, dai medici agli impiegati amministrativi ed ai tecnici di laboratorio

Le autorità sanitarie sembrano impreparate a gestire la situazione ed al momento si trincerano dietro un imbarazzato silenzio senza rilasciare dichiarazioni in merito. Continua a leggere “Cresce il numero degli infermieri contagiati dallo Shiatsu”

Corso di AutoShiatsu a Torino

AutoShiatsu e Do In

Auto-Shiatsu
28-29 novembre
con Valter Vico

L’Auto-Shiatsu è un percorso di sviluppo personale, ricerca, scoperta, salute e divertimento attraverso l’auto trattamento dei meridiani e dei punti, esercizi di respirazione, rilassamento e concentrazione, lo Shiatsu per la famiglia e con gli amici, la visione macrobiotica ed i rimedi naturali.


I nostri riferimenti sono:

Continua a leggere “Corso di AutoShiatsu a Torino”

Lezioni introduttive gratuite di Shiatsu

Una serata teorico/pratica gratuita per apprendere i principi di base dello Shiatsu:

al mercoledì presso Centro Tao, Via Mombarcaro 23 a Torino
al mercoledì presso Forma 2000, Via Pasteur 20 C a Rivoli
al martedì presso Studio Brusasco, Corso E. Gamba 38 A a Torino
al martedì presso Arte Shiatsu, Via Vanchiglia 30 a Torino

Orario: dalle 20 alle 23

Continua a leggere >>

Tradizioni del Giappone a Settembre Musica

Segnalo una serie di interessanti appuntamenti sulla cultura tradizionale giapponese che si terranno a Torino dal 20 al 24 settembre nell’ambito della rassegna Settembre Musica.

Continua a leggere “Tradizioni del Giappone a Settembre Musica”